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ACCORDO GRECIA-UE/ Synghellakis: nessun "tradimento", Tsipras fa ancora paura (alla Merkel)

Per TEODORO ANDREADIS SYNGHELLAKIS, quello raggiunto da Grecia e Unione europea è un accordo realistico, che è meglio sia dell’uscita dall’euro sia della continuazione dell’austerità

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

«Quello raggiunto da Grecia e Unione europea è un accordo realistico che dovrà essere ben gestito. Bisognerà vedere come sarà applicato, ma è certamente meglio dell’uscita dall’euro come pure della pura e dura continuazione dell’austerità». Lo afferma Teodoro Andreadis Synghellakis, giornalista di Alpha Tv e autore del libro-intervista a Tsipras pubblicato da Bordeaux Edizioni con il titolo “Alexis Tsipras. La mia sinistra”. L’altra notte il governo greco ha inviato all’Eurogruppo una lettera con la lista delle riforme che intende realizzare nei prossimi mesi, e su diversi punti il premier Tsipras è stato costretto a fare retromarcia.

 

Syriza ha dovuto rinunciare in toto alle promesse contenute nel suo programma?

No, il governo Tsipras si impegna a mantenere comunque il primo pilastro del programma, quello relativo agli interventi per rispondere alla crisi umanitaria. Questi includono pasti gratuiti per le persone senza reddito o a bassissimo reddito, la possibilità di avere i trasporti pubblici gratuiti, una politica per le case popolari, la tredicesima per gli anziani con le pensioni minime. Sono gli impegni del governo per cercare di fare rientrare i dissensi di queste ore sull’accordo di venerdì e sulle rigidità della Troika. Tsipras punta a coniugare una politica di riforme con una piattaforma sociale immediatamente necessaria per la realtà quotidiana greca.

 

Secondo lei, è un buon accordo o un compromesso al ribasso?

È un accordo realistico che dovrà essere ben gestito. Dal momento che ad Atene c’è un governo di sinistra, con una base sociale che supera i voti pari al 36% presi da Syriza alle ultime elezioni, ci vogliono delle forti misure di sostegno alle classi più deboli, altrimenti il risultato delle elezioni non ha alcun senso. Penso che Tsipras farà di tutto per riuscire a dare dei segnali concreti a chi lo ha votato.

 

Come valuta il modo in cui la Germania ha gestito questo negoziato?

Ritengo che ci voglia più elasticità, tanto più in un momento in cui nella stessa Germania ci sono dei dati economici negativi. Per ripartire l’Europa Mediterranea ha bisogno anche di un sostegno alla propria economia, perché con la sola austerità non si va da nessuna parte. Se c’è la volontà politica, si troverà sicuramente il modo per attuarla dal punto di vista economico. Come dicono anche molti osservatori italiani, la questione è far riguadagnare dignità alla politica, dando alla sua voce eguale forza rispetto all’economia e all’apparato finanziario.

 

Come sta rispondendo l’opinione pubblica greca al modo in cui Tsipras porta avanti la trattativa?