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SPY FINANZA/ La "bugia" che tiene in piedi i mercati

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E attenzione, perché la Cina è sempre stata il santuario del silenzio sulle questioni interne, soprattutto economiche: se un suo funzionario, sovraintendente a 4 triliardi di riserve, ammette in pubblico una fuga di capitali di quel livello, cosa significa? È un bluff per vedere le carte che ha in mano Wall Street, ovvero solo la "Bullard call", oppure sta preparando tutti all'arrivo di un'altra crisi a livello globale? Attenzione, poi, perché nel sistema finanziario tutto è connesso: la Grecia non può fallire senza creare problemi all'Europa, l'Europa se soffre a livello economico causa problemi alla Cina e la Cina non può rallentare la crescita senza causare danni alle maggiore economie del mondo. Capite perché Cina e Russia da mesi e mesi stanno ammassando riserve di oro fisico? Perché in un mondo insolvente basato su debito insostenibile e sistemi bancari illiquidi destinati a implodere, l'unica cosa che conta è il valore intrinseco di ciò in cui si investe. 

Pensate che esageri? Bene, ieri il piano di riforme della Grecia ha ottenuto il via libera a tempo di record dall'Eurogruppo, quindi tutto parrebbe risolto almeno per qualche mese. Sapete perché è arrivato quel via libera? Per due ragioni. Primo, guardate il primo grafico a fondo pagina: ci mostra come un insider abbia preso il documento inoltrato dal governo ellenico, nella fattispecie dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis e sia andato a vederne le proprietà: l'autore è Declan Costello e il documento è del 23 febbraio, ovvero lunedì sera alle 22:09 e ha subito un'ultima modifica ieri mattina alle 09:07. 

E chi Declan Costello? «È un economista che lavora dal 1991 per il Direttorio generale per gli Affari economici e finanziari della Commissione europea, attualmente capo unità nel dipartimento responsabile per il Coordinamento delle riforme strutturali e dei servizi economici, coinvolto nello sviluppo dei framework economici per analizzare i progressi con le riforme strutturali nell'Ue e negli Stati membri». Leggi, un burocrate europeo di lungo corso e depositario della legge del Trattato di Lisbona. Insomma, una farsa, ma si sapeva fin dall'inizio. Più sgradevole e preoccupante è la seconda ragione e per capirla dobbiamo andare indietro di qualche giorno, al 20 febbraio per l'esattezza, quando l'edizione on-line del Wall Street Journal rilanciava la seguente notizia: «Grandi banche europee, fra cui Deutsche Bank e Santander, verosimilmente non supereranno gli stress test disposti dalla Federal Reserve». Ma come, il principale istituto di credito europeo, quello che ha passato gli stress test della Bce in carrozza, rischia di fallire i test della Federal Reserve, vedendo quindi compromesso il business delle sue filiali statunitensi, in primis sui dividendi? 

Come vi ho detto tempo fa, Deutsche Bank ha un problema ed è quello sintetizzato nell'ultimo grafico: l'istituto tanto caro alla Merkel e a Schaeuble, infatti, siede su un'esposizione ai derivati pari a 54,7 triliardi di euro, circa venti volte il Pil della Germania. Eppure, attraverso le solite operazioni di settings e l'accantonamento fuori bilanci di certi attivi, Deutsche Bank ha ottenuto il via libera dalla Bce: forse perché l'Eurotower ha chiuso entrambi gli occhi su quella contabilità creativa, essendo la Bundesbank suo principale azionista. Alla Fed invece hanno già fatto capire come ritengano che Deutsche Bank non abbia abbastanza capitale per tamponare eventuali perdite derivanti proprio dalla sua propensione speculativa, altro che banca commerciale. Ma, in questo caso, rigore e disciplina per Merkel e Schaeuble non sono doti importanti, né punti fermi: il problema però è duplice, perché il governo tedesco non può permettere che i correntisti di Deutsche Bank sappiano che l'istituto ha piazzato scommesse sui derivati per una valore di 20 volte i loro sudati depositi nel casinò globale garantito dalla Fed e dalla "Bullard call". 

 

 


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COMMENTI
25/02/2015 - Lettura costante (Giuseppe Crippa)

Caro Allegri, leggo costantemente (purtroppo però non sempre con l’attenzione che meriterebbero ma questo dipende in parte anche dalla loro lunghezza) gli articoli di Bottarelli. Ovviamente leggerli non significa condividerne le valutazioni e meno ancora le previsioni…

 
25/02/2015 - risulterebbero una decina (Massimiliano PANIZZA)

A parte il fatto che i trilioni degli zii paperone tedeschi mi risulterebbero 9,8 (tanti comunque) ovvero dico che concordo su molte cose che dice Bottarelli, anche sugli off balance sheet. Sul fatto che su DB la Bafin, l'Eurotower e il circolo dei muratori chiudano un occhio invece ci andrei un po' pianino...sicuramente offrono meno pretesti per essere riformati dal punto di vista almeno degli IFRS. Un saluto

 
25/02/2015 - Speriamo (Giorgio Allegri)

Speriamo che Crippa e Panizza leggano questo articolo (in particolare l'ultima parte)