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SPY MEDIASET/ Raiway, il “messaggio in codice” di Berlusconi a Renzi

Pubblicazione:sabato 28 febbraio 2015

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Cosa gliene sta derivando, infatti? La riabilitazione in cui sperava, quell’abolizione del reato fiscale sotto il 3% di fatturato in cui sperava, e che Renzi gli ha fatto sperare, salvo revocare la norma al primo, ovvio, maldipancia dei suoi? No, pregiudicato è e pregiudicato resterà. Gliene deriva, forse, un sistema elettorale che gli permetterà di competere ancora per la leadership nazionale? Macché, restando pregiudicato per altri quattro anni non ha diritto elettorale passivo, quindi potrà candidarsi di nuovo a 83 anni, ma come delegato dei ricoverati di Villa Arzilla. La pace giudiziaria sugli altri fronti aperti per lui? Non si direbbe proprio, se rispondono al vero le voci secondo cui l’assoluzione al processo Ruby 1 verrà cassata dall’appello tornando in primo grado per una nuova messe di intercettazioni replicata in pubblico e di squallidi dettagli spiattellati ai quattro venti, tanto per ricordare al popolo italiano quanto possa essere un vecchio maniaco sessuale, come il professor Rath dell’Angelo Azzurro; il processo Ruby 3, quello sulla presunta corruzione dei testimoni, procede implacabile con apparentemente ricca messe di prove… Insomma, il Berlusca imputato è negli straguai. E dunque?

Dunque niente. L’idea di comprare Raiway, da parte di Ei Towers è bella e impossibile, come se Marchionne trovasse i soldi per comprare la Volkswagen, la Bmw, la Mercedes, la Peugeot, la General Motors, la Ford, la Toyota e tutte le altre insieme, e si meravigliasse poi se l’Antitrust non glielo facesse fare… Ammesso e non concesso che il governo fosse disposto a cambiare la norma di legge che prescrive l’obbligo per lo Stato, attraverso la Rai, di rimanere al 51% del capitale Raiway, sarebbe appunto l’Antitrust a bloccare l’operazione, che coagulerebbe nelle mani di un solo padrone tutte le antenne che in Italia rilanciano lungo la penisola i segnali radio delle televisioni.

Probabilità di successo realistiche dell’operazione: zero. Senso politico dell’operazione: rilevante. Di fronte a un ennesimo no conclamato del governo, Berlusconi avrà un argomento in più per rompere con Renzi qualsiasi accordo, a meno che alla fine non prevalga in lui ancora una volta questa inopinata e malriposta simpatia. Gli sta chiedendo, disperato come una fidanzata che abbia percepito il disinteresse dell’amato bene, un’estrema, improbabile, prova d’amore: ora o mai più, se mi vuoi bene vendimi Raiway… Sarà deluso.

Poi, nella Città del Sole della famiglia Berlusconi, l’operazione avrebbe senso industriale, eccome, e avrebbe anche senso finanziario: diventando il controllore unico di tutti i ripetitori televisivi d’Italia, Ei Tower + Raiway sarebbero la società immobiliare (già: perché con le torri si guadagna dandole in affitto, come i box auto) monopolista di un settore contingentato (praticamente in Italia per ragioni ecologiche di ripetitori non se ne possono fare più) capace di assicurare una rendita tranquilla e a lunghissimo termine.


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COMMENTI
28/02/2015 - Informazione esaustiva (Giuseppe Crippa)

Zaccheo, Lei con questo articolo ha spiegato la vicenda Raiway-Ei Towers molto meglio di quanto non abbiano fatto CorSera, Repubblica, Messaggero, Sole24Ore, Stampa e tutti i telegiornali messi insieme.