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FINANZA/ Così le tasse "gelano" la ripresa italiana

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Sì. Laddove la concorrenza era alta i vantaggi saranno maggiori, mentre nei settori strutturalmente meno esposti alla competizione gli effetti di euro e petrolio saranno via via meno rilevanti. Fino ad arrivare al settore pubblico, nel quale la concorrenza è pari a zero e dove quindi se non ci saranno interventi interni non cambierà nulla. La Pubblica amministrazione continuerà a produrre servizi a costi troppo alti e poco appetibili per i cittadini.

 

Che cosa si dovrebbe fare?

Occorre una vera riforma della Pubblica amministrazione, senza aspettarci dei benefici per degli effetti esogeni. E l’unica vera riforma che va attuata è quella di introdurre concorrenza dall’alto cambiando le regole di quei settori. Vanno messi in competizione tra loro i soggetti che erogano servizi quali scuola e sanità.

 

Le stime della Commissione Ue ignorano gli effetti del Quantitative easing. Per quale motivo?

Il Quantitative easing ha effetti nel tenere ferma la speculazione, nell’abbassare i tassi e nel domare gli spread. Il punto però è che puoi anche portare il cavallo all’abbeveratoio, ma non lo puoi obbligare a bere. Se c’è disponibilità di fondi per effettuare credito, non è detto che poi ci siano operatori che sottoscrivano credito per fare gli investimenti. Il Quantitative easing ha molti effetti benefici, ma non è detto che si traducano in effettivi stimoli all’economia reale.

 

Per quale motivo gli investimenti non ripartono?

Con tassi così bassi l’efficacia della politica monetaria è molto trascurabile e non è in grado di fare ripartire la domanda. Il Quantitative easing rende il credito accessibile, ma i finanziamenti vanno ad alimentare una domanda di investimenti, che sono una conseguenza dell’aspettativa che i consumi cresceranno. Le imprese decidono di investire se pensano che si debba aumentare la capacità produttiva perché nel prossimo futuro la domanda aumenterà. Questo cambiamento di aspettative non si è ancora registrato in modo sensibile.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
07/02/2015 - commento (francesco taddei)

il nuovo regime dei minimi per le partite iva voluto dal governo su istigazione dell'agenzia delle entrate (orlandi) stermina il lavoro giovanile. sinistra ammazzagiovani. dirigenti statali mangiasoldi. giovani italiani non fatevi rubare il futuro per pagare i loro stipendi. fuggite via da questo paese, non dategli la vostra vita!