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FINANZA E POLITICA/ Tsipras, Merkel e Draghi preparano la "trappola" a Renzi

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

7) Dunque, il rischio che la Grecia si trasformi in un trappolone, comunque vada a finire, è molto forte. A meno che Renzi non prenda coraggio lanciando una politica fiscale più ambiziosa per accompagnare il completamento delle riforme economiche e istituzionali: meno tasse e meno spese, una gestione creativa del debito che ne riduca lo stock, una politica di investimenti pubblici e soprattutto privati in grado di mettere in moto una macchina bloccata ormai da sette anni. Lanciando così sia a Bruxelles sia ad Atene un messaggio su come uscire da un'austerità che produce stagnazione. Perché le ultime stime di Eurostat dicono una cosa molto chiara: l'Europa resta nel vagone di coda dell'economia mondiale.

8) È realistico un salto di qualità nella politica economica e sociale? La ripresina potrà lenire le ferite in Italia, ma per sanarle ci vuole molto di più, occorre un tasso di crescita nominale (cioè inflazione compresa) che vada verso i tre punti annui, solo così si può ridurre davvero la disoccupazione. Inoltre, i salari reali restano bassi e il costo del lavoro troppo alto. La produttività di sistema langue, quindi il reddito pro capite non aumenta. Il divario generazionale s'allarga. Non solo scarseggiano i posti di lavoro, ma oggi un quarantenne deve pagare il 50% di tasse in più rispetto a suo padre, per avere una pensione dimezzata. Tutto ciò non può che inasprire i conflitti interni, dando spazio alla protesta e al populismo. Non si può più chiudere gli occhi.

9) Nel 2014 il governo ha scelto chiaramente di galleggiare. L'idea di fondo è stata "portiamo a casa la pelle nel confronto con l'Ue". L'operazione è riuscita. Ma ha rinviato (o cassato del tutto) la spending review e ha rinunciato a ridurre la pressione fiscale, per cui il bilancio pubblico resta a rischio, sottoposto all'eterna rincorsa tra tasse e spese. Il nodo s'è fatto troppo intrecciato e non si riesce più a scioglierlo. Non resta che tagliarlo, con o senza Tsipras.

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COMMENTI
07/02/2015 - Finanza e politica: quali i fattori determinanti ? (Nicola Giuliani)

La cattiva gestione del denaro pubblico appare essere in Italia, in particolare, il male cancerogeno che, come in Grecia, doveva essere affrontato da tempo e non lo è stato. Il nuovo Presidente della Repubblica Italiana ha stilato una precisa linea strategica che i nostri politici dovrebbero avere sempre a portata di mano e trarre da essa continua ispirazione. Non è facile perché tale linea strategica contrasta il più delle volte con gli interessi di chi detiene o vuole ad ogni costo mantenere il potere il più certo e agevolmente possibile. Nonostante l'improvviso e corposo Movimento di Protesta (solo per questo a Grillo bisognerebbe fare un monumento) e il crescente, pauroso numero di astensioni dal voto non sono serviti da allarme e motivo di svolta. Ovviamente l'impreparazione dialettica del Movimento di Protesta è stata determinante ed - è da sperare, salutare.Corruzione,Grossa Evasione (su cui, prudentemente e forse perché di ampia attuale e problematica evidenza,il Presidente ha voluto solo dare un cenno con un " :"Garantire la Costituzione ...Significa che ciascuno concorra,con lealtà, alle spese della comunità nazionale")e mantenimento di Ingiustificati Privilegi, sono i tre handicap che non consentono di realizzare un decente livello di equità fiscale,legalità e raggiungimento di obiettivi primari da tutti più volte citati, inclusa l'auspicata Ripresa Economica,i cui fattori- ben noti- non si riesce conseguentemente a potenziare con decisione ed efficacia.

 
07/02/2015 - finanza publica (RUGGIERO DAMBRA)

parole,parole,parole prima di tutto l'italia non e la grecia abbiamo dei valori di cultura che nessuno al mondo le ha? poi l'unico difetto che abbiamo e quello di rubare il pane ai poveri e' darli ai ricchi perche se tutti pagassero il dovuto necessario non staremo qua a discutere,ho perlomeno a fare cassetta per propio conto.io la vedo cosi.ruggiero dambra