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FINANZA/ L'inganno dell'euro "smascherato" da Draghi

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Ma l’aspetto più grave è un altro. L’acquisto di titoli comporta un rischio, per quanto minimo. Ebbene, Draghi ha subito chiarito che tale rischio verrà preso in carico dalla Bce solo per un importo pari al 20% dei titoli acquistati, mentre il restante 80% sarà in carico alle rispettive banche centrali. Come ha giustamente notato il giornalista Mario Giordano in un lucido commento sul quotidiano Libero: “Se la Bce trasferisce alle banche nazionali il rischio della difesa dell’euro, infatti, significa che non considera l’euro come una moneta unica. O meglio: diciamo che l’euro è una moneta unica al massimo al 20 per cento. All’80 per cento, invece, è un mero accordo di cambi fissi mascherato da moneta unica. E qualcuno allora ci può spiegare perché dobbiamo rinunciare al 100 per cento del controllo della nostra moneta per tenerci l’80 per cento dei rischi? Che senso ha? Solo per farci imporre le politiche economiche da Berlino (via Bruxelles)?”.

Ovviamente sì, poiché il vero obiettivo dell’euro è sempre stato questo. L’euro non è vera moneta, è sempre stato uno strumento finanziario come lo è un debito. Uno strumento finanziario e una gabbia di cambi fissi che inevitabilmente avrebbe favorito i più forti a discapito dei più deboli. Come mettere sullo stesso ring un pugile della categoria “pesi massimi” con uno della categoria “pesi mosca”. Per quanto il più grosso sia fuori forma, il più piccolo non potrà uscire vincitore. Se poi al più grosso viene pure concesso di violare le regole senza essere sanzionato, la frittata è fatta. Ricordiamo infatti che pure il surplus eccessivo (come quello della Germania) è una violazione dei parametri di Maastricht.

Ma ci sono altri due aspetti che sono stati finora totalmente taciuti dai media e dai commentatori. Il primo è che la Bce finisce per tenersi il 100% dei profitti dei titoli acquisiti e mollare agli altri (banche centrali) l’80% dei rischi. Si dirà che in realtà i profitti della Bce vengono poi redistribuiti alle banche centrali. Ma allora a cosa diavolo serve la Bce? Si tratta solo di una sovrastruttura che toglie dalle rispettive banche centrali il denaro che serve per pagare i propri retribuitissimi funzionari? Una sovrastruttura perfettamente inutile, pagata dagli interessi dei nostri sudatissimi risparmi? E i rischi delle rispettive banche centrali, da chi è coperto? Dai rispettivi ministeri del Tesoro? Cioè sempre da noi contribuenti?

Il secondo aspetto è che il denaro della Bce non è denaro gratis, ma denaro col quale verranno acquistati titoli di stato. Cioè si tratta di nuovo debito per tutti gli stati europei. In una situazione debitoria già pesante, la Bce ha pianificato la possibilità di un aumento del debito per gli stati di 1100 miliardi. In altre parole, si tratta di una catastrofe annunciata.

La Bce ha pianificato di attuare a livello europeo lo stesso piano fallimentare già adottato con la Grecia, alla quale ha imposto politiche di austerità in cambio della liquidità necessaria per non andare immediatamente in default. Ma il default della Grecia c’è già stato senza essere dichiarato, perché le successive ristrutturazioni del debito hanno portato a un taglio del valore dei titoli di oltre il 50% (per i privati). Ma con quale risultato? Il debito oggi si avvicina al 180% del Pil e la disoccupazione appare stabile al 26% (se vogliamo dar retta ai dati ufficiali).


COMMENTI
09/02/2015 - ultras! (Santino Camonita)

Non capisco questo tifo affinché crolli tutto! Speriamo e preghiamo, per il bene di tutti,che ciò non avvenga , cosicché molti commentatori ed illustrissimi professoroni di economia, anche di questo quotidiano on line,per serietà, saranno costretti a cambiare mestiere.

 
08/02/2015 - Implosione (Renato Mazzieri)

Ineccepibile. Sarà un'implosione che coinvolgerà tutti, prima i più deboli, poi anche i più forti. E non solo nell'area Euro. È tutto il sistema che implode.