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SPY FINANZA/ La "trave" cinese che può scatenare una crisi

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Attenzione a guardare troppo la pagliuzza greca, perché è la trave cinese che potrebbe innescare la nuova, grande recessione globale. Anche perché Pechino - come numeri e dinamiche - è Atene all’ennesima potenza: magari supererà ancora una volta il ciclo del “boom&bust” studiato dalla Scuola economica austriaca, ma a quale prezzo per l’economia globale, soprattutto di un’Europa già in deflazione conclamata?

 

P.S.: E, tanto per tenervi informati, venerdì, come si vede nel grafico, il Baltic Dry Index è sceso ancora - un calo che ha interessato gli ultimi 46 giorni su 50, di cui dodici di fila - a quota 559, solo a 5 punti dal minimo storico toccato il 31 luglio del 1986. Facilmente, oggi, quel record negativo e molto preoccupante per l’economia mondiale e il suo stato di salute verrà battuto. Cosa ci dice questo? Due cose. Primo, ci sono più canoe che viaggiano lungo i Navigli o all’Idroscalo che navi sulle rotte del Pacifico per consegnare commodities industriali - petrolio escluso - e secondo, il mondo è già di fatto in una nuova fase di recessione. Alla faccia dell’ottimismo di facciata e con la prospettiva di una guerra in piena regola tra Russia e Ucraina, certamente un avvenimento che non farà del bene alla crescita globale.

A proposito, una curiosità: ma la Mogherini ha fatto la foto a Putin, Merkel e Hollande o non era proprio presente all’incontro dello scorso fine settimana per cercare di scongiurare un’escalation militare? No, perché stando a Matteo Renzi la sua nomina a Mrs. Pesc, capo della politica estera europea, era strategica per l’Italia. Tanto strategica che Putin e Poroshenko hanno parlato con chi davvero conta in Europa e la signora Mogherini non era tra i presenti.

 



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