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Economia e Finanza

SPILLO/ Meno tasse si può, ma il "piano" resta nel cassetto (di Renzi)

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Successivamente i fatti narrano di una rimozione anticipata dall'incarico di Cottarelli, il quale aveva inizialmente firmato un contratto triennale, salvo poi essere nominato dal Governo al Fondo monetario internazionale come Direttore esecutivo per l'Italia (un incarico di assoluto prestigio, ma che è il frutto di un evidente compromesso utile a Renzi per levarselo di torno). E con Cottarelli tornato in America, il piano di spending review è finito nel dimenticatoio, in qualche cassetto di Palazzo Chigi che tutti sembrano aver dimenticato e che nessuno, a livello governativo, ha la volontà di aprire.

Lo scorso dicembre a farsi carico della questione sono stati i promotori di www.foia.it, un'iniziativa volta a promuovere l'adozione di una legge ispirata al Freedom of Information Act, adottato negli Stati Uniti nel 1966, provvedimento che aprì a giornalisti e studiosi l'accesso agli archivi di Stato statunitensi, a molti documenti riservati e coperti da segreto di Stato. Animati da un legittimo desiderio di trasparenza, i promotori di foia.it hanno inoltrato alla Presidenza del Consiglio una formale richiesta di accesso ai documenti del piano Cottarelli.

La secca e concisa risposta della Presidenza ha dato il via al valzer dello scaricabarile: "Questo Dipartimento (per la Programmazione e il Coordinamento delle Politiche Economiche), contrariamente a quanto affermato nella istanza, non possiede gli atti richiesti, non avendo peraltro competenza in materia", poiché "il Commissario straordinario si avvale delle risorse umane e strumentali del Ministero dell'economia e delle finanze". Non restava quindi altro da fare che rivolgersi al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Da via XX settembre arriva però solo un laconico commento da parte del portavoce del Ministro: "Non ci è possibile procedere a quanto da lei richiesto in quanto la documentazione di cui richiede l'accesso non è in nostro possesso, non facendo parte il Commissario alla spending review di questo Ministero". 

Insomma, un Commissario senza fissa dimora, nessuna delle istituzioni apparentemente competenti è in possesso del dossier frutto di un anno di lavoro, nessuno sembra intenzionato a fornire indicazioni o informazioni utili. Lo stesso Cottarelli, durante un'intervista al programma televisivo diMartedì, è sembrato piuttosto evasivo e accomodante sul tema e di fronte a un incalzante Floris ha cercato di abbassare le aspettative sui dossier non ancora pubblicati e ha ripetuto più volte di aver ricevuto rassicurazioni circa le brevi tempistiche entro cui verranno pubblicati (a questo punto non si sa da chi). A onor del vero, però, è già trascorso un mese dall'intervista rilasciata dall'ex Commissario e del dossier non c'è traccia.