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SPILLO/ Meno tasse si può, ma il "piano" resta nel cassetto (di Renzi)

Non si sa più nulla del risultato di un anno di lavoro del Commissario straordinario alla spending review Carlo Cottarelli e di un gruppo di esperti. Il commento di SIMONE MORETTI

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

L'Italia è un Paese in cui i paradossi a volte raggiungono dimensioni esagerate e conformazioni grottesche, riuscendo a strappare risate anche in situazioni in cui ci sarebbe ben poco da ridere. Alzi la mano chi non ha almeno sogghignato ascoltando il celebre e colorito scambio di battute tra Francesco Schettino e il comandante Gregorio de Falco nella notte del tragico naufragio della Costa Concordia. Senza scomodare eventi di portata così drammatica, le cronache che quotidianamente raccontano la vita politica ed economica del Paese ci offrono comunque diversi spunti.

Accade così che a naufragare possa essere l'intero risultato di un anno di lavoro del Commissario straordinario alla spending review Carlo Cottarelli e di un nutrito gruppo di esperti, incaricati dall'allora Governo Letta di elaborare un ambizioso piano di revisione della spesa pubblica. Parliamo quindi di quel tipo di proposte utili a ridurre l'incomprensibile ammontare della spesa pubblica italiana, seguendo dei criteri logici e senza utilizzare come sempre l'accetta dei tagli lineari, che per non scontentare troppo qualcuno, scontentano tutti, riducendo all'osso settori e servizi di importanza vitale e portati ormai allo sfinimento. 

Il problema è che questo tipo di proposte, se attuate, implicano la responsabilità di prendere delle decisioni, di togliere dei privilegi, di scontentare alcune lobbies, di andare contro le incrostazioni corporative che ancora manovrano il Paese. In altre parole, significa che attuarle porterebbe, almeno nel breve periodo, una consistente riduzione del consenso popolare nei confronti del Governo. Meno voti, detto in soldoni. 

Sarà per questo che, non appena insediato, l'allora neo presidente del consiglio Renzi subito si affrettò a ricordare il "primato della politica" nella scelta di quali interventi attuare in materia di contenimento e riduzione della spesa pubblica, togliendo quindi da subito qualsiasi possibilità reale di attuazione delle proposte uscite dai 25 tavoli di lavoro previsti dal piano. In altre parole: bravo Cottarelli, ottimo lavoro, tante belle idee, però adesso lascia (non) fare a noi! Mica possiamo realizzarle davvero queste cose, sai quanti voti potremmo perdere?

Con tutta probabilità è per lo stesso motivo che gran parte dei risultati dei 25 tavoli di lavoro non sono ancora stati pubblicati e non sono disponibili all'opinione pubblica. Le uniche informazioni in nostro possesso sono quelle presentate ufficialmente nel marzo del 2014, con una serie di slide che delineavano i tratti generali di una serie di proposte innovative e spesso dure, che, pur senza toccare settori quali l'istruzione o il welfare state, ipotizzavano risparmi per 7 miliardi nel 2014, 18 nel 2015 e 34 nel 2016.