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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ I nuovi "ricatti" che indeboliscono Tsipras (e la democrazia)

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Su alcune di queste, l'anno scorso lo Sdoe (la Guardia di finanza) ha constatato che circa l'80% degli esercizi pubblici non emette lo scontrino fiscale. In realtà, i controlli non producono risultati. E qualora venisse contestata la multa ci pensa poi la giustizia a rallentare il suo pagamento. Primo, perché, con i tagli il personale è scarso; secondo, perché, come mi ha illustrato un amico che ha un'osteria sull'isola di Naxos, tra le isole si è creata una "catena di sant'Antonio" che preannuncia l'arrivo dei controllori: ad esempio, un commercialista di Paros chiama il collega di Naxos dicendo che stanno arrivando, e questi a sua volta sparge la voce tra i colleghi e i proprietari di locali pubblici. Per i due-tre giorni di permanenza tutti staccano la ricevuta fiscale. Alla loro partenza, l'evasione riprende. 

Da questa constatazione forse nasce la proposta contenuta nella lista delle riforme inviata da Atene a Bruxelles di arruolare migliaia di "spie" tra i propri cittadini e tra i turisti. È l'ammissione che lo Stato non ha gli strumenti e i finanziamenti per utilizzare gli ispettori ufficiali e che finora nessun governo non ha mai avuto intenzione di combattere l'evasione fiscale. Non bastano gli "00730" per risolvere un'annosa questione e per cercare di modificare un costume nazionale che si è solidificato nei decenni. Servirebbe una "patrimoniale" e degli strumenti per incrociare i dati. Servirebbero nuove leggi, ma ci vuole tempo.

Mentre si rincorrevano comunicati e smentite su referendum e accordi con l'Europa, una cinquantina di giovani anarchici hanno simbolicamente occupato la sede di Syriza, chiedendo la liberazione di alcuni terroristi, l'abolizione delle carceri di massima sicurezza e l'applicazione delle richieste dei prigionieri che fanno lo sciopero della fame. Era domenica, erano le due di pomeriggio, il palazzo era sorvegliato soltanto da due poliziotti. Sono entrati, hanno spaventato il portiere e hanno chiesto ai presenti di uscire. "Politicamente incomprensibile" è stato definito questo gesto da parte di un portavoce di Syriza. Sono rimasti nell'edificio per nove ore senza che la polizia li abbia identificati. Secondo brutto segnale, dopo le violenze di strada dei giorni scorsi di trecento anarchici che protestavano contro i compromessi del governo.

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