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FINANZA/ Sapelli: così i "servi" (italiani) di Berlino e Bruxelles ci impoveriscono

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Il circo mediatico è in fermento. Lunedì 9 marzo 2015 è una nuova data che si iscriverà nell'albo d'oro della costruzione della prossima crisi per eccesso di liquidità in assenza di creazione di domanda effettiva. Mi riferisco al Quantitative easing che il leader dei top manager delle grandi banche universali e dei grandi fondi, Mario Draghi, caccerà nella gola delle banche suddette con qualche technicality che dovrebbe obbligare le stesse - pena provvedimenti che fan sorridere - a riversare la liquidità a famiglie e imprese. 

Senonché senza una riforma del sistema bancario che divida nuovamente banche d'affari da banche commerciali questo riversarsi non ci sarà e vedremo formarsi gli stagni nella pancia delle banche che innalzeranno in tal modo qualche indice premiante i top manager e penalizzeranno come sempre la povera gente - operai, commercianti, imprenditori che siano. In Italia, poi, si va certamente in questo senso abolendo ideologicamente le banche popolari, attaccando quelle cooperative, portando il Paese verso la catastrofe tramite la scarsità del credito.

Per questo è sinistro il silenzio che avvolge il cosiddetto "tesoretto" che le casse del martoriato Stato italico  riceverebbero per la caduta dello spread giunto quasi a quota 90, nonostante l'aumento del debito pubblico e della disoccupazione, a riprova che avevano ragione coloro che ricordavano la natura esterna al ciclo economico fondamentale dei valori dello spread medesimo. Ma non vale la pena parlare ai sordi e ai ciechi che anche nel 2008 dicevano che chi parlava di crisi era un catto-comunista. Ora non serve prendersela con i ciechi e i sordi. Serve tuttavia ricordare che la caduta dello spread vuol dire una bella manciata di miliardi pronta-cassa. 

Ebbene, non li si lasci nelle mani dei servitori della tecnocrazia nulla-sapiente di Bruxelles che sono incistati presso la Ragioneria Generale dello Stato: essi son pronti a far sparire quelle risorse per - udite, udite! - risanare il debito. Ma si tratterebbe di raccogliere il mare con un ditale. Ci vuol bel altro, ossia il taglio degli sprechi improduttivi e gli investimenti. È un'impresa inutile che serve solo a guadagnare i galloni tedesco-teutonici anziché manifestare fedeltà alla Repubblica e alla propria Patria, come si farebbe per esempio in Francia e in Spagna, senza parlare della Heimat tedesca. 


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COMMENTI
12/03/2015 - a pensar male ci s'azzecca sempre! (antonio petrina)

Non è che la frase del mitico Andreotti vale anche per la riforma bancaria delle popolari ,per cui nello "stagno delle banche " poi andranno cds e spazzatura varia di banche trasnazionali incorporanti e di cui subirebbe l'effetto il Parlamanento ,ormai spogliato delle sue prerogative ( vedi Tarantini su questo sussidiario del 04/03/2015? )in quanto la riforma delle popolari-spa viene imposta in una notte per decreto in nome della libertà di mercato ?

 
10/03/2015 - Separazione / Derivati / Capacità di far Credito (Michele Tamburri)

Concordo pienamente. Sarebbe quanto mai URGENTISSIMA la SEPARAZIONE tra BANCA COMMERCIALE e BANCA D' AFFARI. Per l'ATTIVITA' FINANZIARIA SPECULATIVA (di per sé legittima) non si possono utilizzare i DEPOSITI e quindi il RISPARMIO dei cittadini/clienti, bensì il capitale di rischio apportato dagli Azionisti. D'altro canto, la BANCA è un' AZIENDA PARTICOLARE ad ELEVATISSIMA LEVA di INDEBITAMENTO (depositi = debiti) basata sul RISPARMIO del PAESE, bene essenziale DA PROTEGGERE (e proprio per questo terreno fertile per il "moral hazard"). A ben vedere, paradossalmente, si potrebbe dire che i sostanziali Azionisti della Banca sono proprio i Depositanti. Pertanto, la anzidetta Misura di SEPARAZIONE verrebbe a "smascherare" eventuali "altarini" gestiti dalla tecnocrazia. Ciò unitamente ad un indispensabile e trasparente FOCUS sull' attuale ENORME RISCHIO "DERIVATI". Per altro verso, c'è da dire che le grandi RIORGANIZZAZIONI BANCARIE sin qui intervenute (e per lo più gestite da McKinsey in termini di accentramento) hanno sovente e progressivamente fatto venir meno (checchè se ne dica) la Capacità di erogare Credito sul Territorio all' Economia Reale ed in particolare alle imprese. Detta Capacità di far Credito deve basarsi su una corretta e scrupolosa Analisi dei Dati, ma anche sulla Conoscenza storica dell' Azienda, sulla Valutazione del Prodotto, delle Innovazioni e dei Progetti di Investimento e quindi sulle sue Prospettive. Si ricorda Comit