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FINANZA/ Fondazioni-Tesoro: meno patrimonio in banca

Il consiglio dell'Acri, presieduto da Giuseppe Guzzetti, ha approvato ieri un accordo negoziale con il Tesoro: nell'autoriforma limiti più stringenti agli investimenti e alla governance

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Arrivano le Nove regole per le Fondazioni bancarie. Il consiglio dell'Acri, presieduto da Giuseppe Guzzetti, ha approvato il protocollo d'intesa con il ministero dell'Economia sulla riforma delle fondazioni bancarie. L'accordo definisce criteri più stringenti per la gestione finanziaria e la governance. In particolare le fondazioni bancarie si impegnano a «diversificare il portafoglio degli impieghi del patrimonio», spiega il comunicato. Ed «è previsto un limite quantitativo Ogni fondazione, quindi, non potrà avere investito in un singolo asset - cioè in una singola banca - oltre un terzo del suo patrimonio. Inoltre, questi enti si impegnano a «evitare, nel rispetto del principio di conservazione del patrimonio, qualunque forma di indebitamento salvo il caso di temporanee e limitate esigenze di liquidità». E a «non usare contratti e strumenti finanziari derivati salvo che per finalità di copertura o in operazioni in cui non siano presenti rischi di perdite patrimoniali». Per quanto attiene alla governance, le fondazioni si impegnano tra l'altro a perseguire un'attenta politica di remunerazione dei propri vertici. «Il compenso del presidente delle fondazioni con patrimonio superiore a un miliardo di euro non potra' superare il tetto massimo di 240mila euro», spiega l'Acri. Inoltre le fondazioni si impegnano a «definire limiti alla permanenza in carica dei membri degli organi, assicurando il periodico ricambio degli stessi.

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