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DDL RAI/ La riforma di Renzi per "far pace" con Berlusconi

Pubblicazione:venerdì 13 marzo 2015

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Il consiglio dei ministri di ieri ha esaminato il ddl sulla Rai pur senza approvarlo. Il premier Matteo Renzi ha sottolineato che “abbiamo avviato l’esame” e che poi si continuerà nel prossimo cdm. Due le ipotesi al vaglio: abolire il canone o dimezzarlo inserendolo nella bolletta elettrica. “Noi pensiamo alla Rai come a un'azienda che debba essere una delle più grandi imprese culturali d'Europa - ha spiegato il presidente del Consiglio -. Siamo orgogliosi della Rai e vogliamo che competa all'esterno e non una Rai con il naso sull'auditel, ma capace di rappresentare un pezzo del paese. La Rai ha educato intere generazioni, ora deve essere un grande soggetto che porta per mano l'Italia”. Ne abbiamo parlato con Riccardo Gallo, professore di Economia applicata all’Università La Sapienza di Roma e già vicepresidente dell’Iri.

 

Ritiene che alla fine il canone Rai sarà abolito o dimezzato?

Francamente credo che il canone Rai non sarà né abolito né dimezzato. Il piano del governo va in una direzione esattamente opposta. Punta a riqualificare il concetto di servizio pubblico, ed è frutto di una pace politica con Mediaset che vede come il fumo negli occhi la diminuzione del canone. La Rai è la maggiore industria culturale del Paese e il governo torna a scommettere sulla sua missione pubblica. Da questa riqualificazione può derivare solo un aumento del gettito del canone e non una diminuzione.

 

Quale sarebbe la soluzione migliore tra quelle prospettate?

L’idea migliore sarebbe abolire il canone. Portarlo in bolletta significa invece tassare la seconda e la terza casa. Attualmente il canone è applicato al telespettatore, inserendolo nella bolletta elettrica si applicherà invece alla casa in cui sta il televisore. Se uno ha la seconda casa paga il canone due volte, se ha tre case tre volte e così via. Diventa quindi un’ulteriore tassa sulla casa.

 

Secondo lei perché era meglio abolirlo del tutto?

Perché non riconosco il valore pubblico della Rai, in quanto quest’ultima fa programmi modesti e un telegiornale politicizzato. Io non la voglio vedere, e non le riconosco quindi alcuna funzione pubblica. La Rai in luogo della missione pubblica scivola verso la par condicio politica. E’ un’azienda imbottita di personale assunto con le raccomandazioni, è piena di esubero occupazionale ed è caratterizzata da sprechi e favoritismi.

 

La pace politica con Mediaset è ancora in piedi anche dopo la fine del patto del Nazareno?


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COMMENTI
13/03/2015 - La S.p.A Rai-Tv der Renzuccio il furbetto del quar (Di Tolve Vincenzo)

La S.p.A Rai-Tv der Renzuccio il furbetto del quartierino? Mi chiedo ci vuole così tanto a non capire che la Rai-Tv foraggia la nomenklature legalmente? SMEmo che la “ Zebratura ” è stata sempre in mani DC, PCI€PD col 100% della Rete-tre alias Telekabul da '79 aveva un guardiano Comunista di nome Kojak? SMEmo che, Santoro, Fazio, Travagli, Littizzetto e Kompagnuzzi belli e a sputtanare Berlusconi c'era “ Semper Fidelis” Blog? Renzi vuol cambiare? Ok, ma come mai non la trasforma in Public Company creando lavoro e circolante senza gabella o tassa sulla macina soprattutto per i poveri e vecchi che a malapena riescono a campare, ma che, la stragrande maggioranza con una quota minima di Azionariato il Cittadino la può controllare; licenziando o assumendo il personale non gradito al Partito, ma ai teleutenti detto Popolo o questa parola fa tanto schifo, dopo un lungo vomitarci addosso “Avanti Popolo...” e adesso arretra! Pussa via? Oppure, ha ragione chi dice che il Governo Renzi assomiglia ad una Dittatura?