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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Popolari, l'ora delle fusioni (e delle Fondazioni)

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Non sorprenderebbe affatto, in ogni caso, che le autorità creditizie ignorassero - in questa fase - il "mantra" degli irriducibili anti-Fondazioni, che fin dai primordi chiedono l'uscita veloce e completa degli enti dagli azionariati del sistema bancario. Quanto meno nel periodo di transizione fissato dall"Investment compact" (24 mesi) non si potrà andare troppo per il sottile nel garantire il controllo stabile delle nuove Popolari Spa - prima o dopo le fusioni: neppure il premier Renzi potrebbe consentirsi scalate ostili dall'estero con il contorno di nuove manovre speculative in Borsa (il finanziere renziano Davide Serra è stato interrogato giusto ieri in Consob dopo i fuochi d'artificio attorno al decreto-blitz di gennaio).

Altro discorso merita, ovviamente, il possibile intervento su Popolari da ristrutturare e ricapitalizzare da parte dei tre gruppi a controllo estero operanti in Italia: Deutsche Bank Spa, Cariparma Credit Agricole e Bnp-Bnl. Non si tratta di ipotesi teoriche, ma è ovviamente ancora presto per ragionarci sopra.

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