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FINANZA/ La "bolla" di Draghi che crea rischi per banche e assicurazioni

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Mario Draghi (Infophoto)  Mario Draghi (Infophoto)

Le assicurazioni prendono soldi oggi da chi sottoscrive una pensione integrativa, li investono in modo da potere pagargli la pensione domani. Per questo le assicurazioni cercano di investire in titoli a basso rischio e a lungo termine. Con questi rendimenti non sanno più come fare, e devono quindi andarsi a cercare qualcosa che dia rendimento.

 

Sarebbe opportuna da parte di Renzi una manovra già adesso, per riattivare l’economia senza attendere la Legge di stabilità di fine anno?

Il modo più semplice, più rapido, di riattivare l’economia è abbassare le tasse.

 

Quali tasse sarebbe più urgente abbassare?

Le tasse sul lavoro e più in generale quelle che gravano sulle imprese.

 

Il taglio delle tasse va finanziato con un aumento del deficit o con una riduzione della spesa?

Ovviamente con una riduzione della spesa.

 

Vanno vendute quote di Eni e di altre società pubbliche?

Certo che sì, ma sia chiaro che non c’entra affatto con la riduzione della spesa. Se lei ha soldi sul suo conto corrente o azioni Eni in custodia alla banca, la sua ricchezza non cambia. Potrebbe cambiare in futuro se pensa che i titoli Eni si apprezzeranno di più di quello che pensano i mercati (ma potrebbe anche essere succedere il contrario). Dal punto di vista patrimoniale avere una casa o i soldi della casa è la stessa cosa. Diverso è invece se un uomo ha un figlio che gli chiede dei soldi per giocare ai videogame. Il giorno in cui decide di non darglieli più attua un risparmio netto e dà anche un insegnamento al figlio. La spending review dovrebbe essere una cosa simile: con la differenza che compito dello Stato non è dare lezioni. Lo Stato deve solo mettere dietro le cattedre dei buoni insegnanti.

 

Su quali spese bisognerebbe mettere mano?

Su tutte le spese della Pubblica amministrazione. Lo Stato spende la metà del Pil nazionale, e quindi ci sono ampi spazi per far meglio. Certo che siccome per la gran parte sono stipendi, la spending review tocca anche quelli. Ma la spending review non è solo spendere meno, è spendere meglio. E già che parlavamo di scuola, si possono spendere soldi per regolarizzare i precari oppure per selezionare con premi gli insegnanti migliori. Quale delle due crede sia la scelta migliore?

 

(Pietro Vernizzi)



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