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RIPRESA?/ Giannino: così pensionati e poveri possono "spingere" l'Italia

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Occorre una manovra di finanza pubblica senza aspettare la Legge di stabilità di fine anno. È adesso il momento per attuare una manovra finanziaria per trasmettere ai due punti deboli della nostra crescita domestica, consumo delle famiglie e investimenti delle imprese, dei segnali aggiuntivi che ci consentano di far fare un passo avanti alla crescita. In questo modo potremmo uscire dall’attuale atmosfera di stagnazione inerziale, che si vede nei dati su credito e produzione industriale.  

 

Quali misure vanno prese in concreto?

Va esteso immediatamente il bonus da 80 euro a chi non lo ha avuto, con un intervento da 7/8 miliardi per pensionati e incapienti. Va inoltre attuato un intervento di sostegno per chi sta nella fascia di povertà. Dario Di Vico ha ricordato che se ci si limita a erogare 500 euro per i nuclei familiari di due persone che sono sotto la soglia di povertà, la spesa prevista è di un miliardo e mezzo.

 

Che cosa ci possiamo aspettare dal piano Juncker?

Sono sempre stato molto critico sul piano Juncker, che dispone soltanto di 21 miliardi di risorse europee. Entriamo adesso nella fase di costruzione dei rapporti nazionali di finanziamento aggiuntivo, con il nostro Paese che contribuirà al pari della Germania con 8 miliardi. I tempi saranno inevitabilmente molto lunghi. Le modalità del piano Juncker sono largamente incompatibili con la prospettiva di attendersi ricadute a breve.

 

E nel medio-lungo periodo?

Posso solo augurarmi che la governance complessa di quello strumento consenta effettivamente di avere qualche effetto nel medio-lungo termine sulle opere infrastrutturali. Nel breve abbiamo però bisogno di qualcosa che aggiunga combustibile a un fuocherello di cui si vedono le prime lingue, ma che è ancora molto debole.

 

(Pietro Vernizzi)

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