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Economia e Finanza

FINANZA/ Pensioni, la "grana" che fa tremare la Germania

Jens Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank (Infophoto)Jens Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank (Infophoto)

Perché i risparmi accumulati non fruttano più a sufficienza per garantire le prestazioni inizialmente promesse ai futuri pensionati. In un Paese la cui popolazione sta rapidamente invecchiando ciò è devastante. A preoccupare la Germania per quanto riguarda i nostri tassi bassi è che non riesce più a fare investimenti finanziari relativamente sicuri e a tassi d’interesse convenienti, come potevano essere quelli in un titolo di Stato del Sud Europa prima che entrassimo nell’euro.

 

Secondo Prometeia, per l’Italia il quantitative easing vale lo 0,6% del Pil. È un dato positivo?

I possibili canali di trasmissione del Quantitative easing sono l’abbassamento dei tassi d’interesse e la flessione del tasso di cambio. Quanto al tasso d’interesse, sarebbe illusorio aspettarsi che determini un grande aumento degli investimenti. In questo momento le banche hanno liquidità, ma non la prestano perché hanno paura. Non hanno tutti i torti perché la situazione del tessuto economico italiano è compromessa. È ragionevole che ci siano delle riserve a prestare a un cliente che in qualsiasi momento potrebbe essere messo a sua volta in difficoltà dal fallimento di un suo stesso cliente.

 

Come valuta invece l’attuale euro debole?

Il tasso di cambio rispetto al dollaro si è svalutato del 40%. Non abbiamo visto nessuna particolare fiammata inflazionistica, anzi siamo in deflazione. Il petrolio si compra in dollari, sia che si svaluti l’euro sia che si svaluti la nuova lira. Quanto al commercio, la svalutazione dell’euro sul dollaro ci avvantaggia rispetto a Paesi terzi quali Cina e Usa. Lasciando però inalterati i nostri rapporti di prezzo con il nucleo dell’Eurozona, di fatto per noi è un gioco a somma zero, perché tutti i soldi che noi guadagniamo esportando in Cina e Stati Uniti, li spendiamo per comprare auto tedesche, latte francese e birra belga.

 

(Pietro Vernizzi)

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