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FINANZA/ Pensioni, la "grana" che fa tremare la Germania

Pubblicazione:lunedì 16 marzo 2015

Jens Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank (Infophoto) Jens Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank (Infophoto)

“La motivazione dei Paesi membri nel consolidare i bilanci e fare le riforme potrebbe diminuire, se i Paesi si abituassero a condizioni di finanziamento troppo convenienti”. È la preoccupazione espressa dal presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, a proposito dell’operazione di Quantitative easing di Mario Draghi. Nei primi tre giorni dell’operazione la Bce ha comprato 9,8 miliardi di euro di titoli di Stato. Il piano prevede acquisti complessivi per 60 miliardi di euro di debito pubblico e privato, per una durata iniziale di 15 mesi che in seguito potrebbe essere procrastinata. Abbiamo chiesto un commento ad Alberto Bagnai, professore di Politica economica all'Università G. D’Annunzio di Pescara.

 

Che cosa ne pensa delle parole di Weidmann?

Il presidente della Bundesbank riflette in modo molto puntuale le acquisizioni più recenti della teoria economica. Studi recenti hanno chiarito che anche del denaro, come di qualsiasi altro bene, si tende a fare un cattivo uso se lo si trova troppo a buon mercato. Ognuno di noi cerca di sprecare di meno le cose che costano di più. Le parole di Weidmann sono giuste, ma da esse emerge il principale paradosso della costruzione europea.

 

In che cosa consiste questo paradosso?

I Paesi del Sud si sono agganciati a quelli del Nord per importare la loro disciplina. Purtroppo entrando in Europa i Paesi del Sud hanno anche beneficiato dell’opportunità di godere di tassi eccessivamente bassi rispetto alle proprie condizioni economiche e al proprio merito di credito. È esattamente questo che li ha resi particolarmente indisciplinati. Quindi il paradosso è che ciò che il Sud ha fatto per diventare più disciplinato lo ha reso più indisciplinato. Nel fare la parte del falco, Weidmann ha messo in evidenza il motivo principale per cui il progetto europeo fallirà in quanto intrinsecamente contraddittorio.

 

La Germania sta beneficiando di tassi negativi sui Bund. Ha davvero motivo per lamentarsi?

Il problema della Germania è che ha un sistema previdenziale sostanzialmente basato sul principio della capitalizzazione, e sono più diffuse che da noi forme previdenziali a capitalizzazione. Giovedì il Btp a 30 anni è sceso a un tasso d’interesse dell’1,8%. In Europa a tassi d’interesse negativi o estremamente vicini a zero, un sistema finanziario a capitalizzazione crolla.

 

Per quale motivo?


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