BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PA/ Forte: le priorità che Renzi e Madia non vedono

Marianna Madia, ministro per la Pubblica amministrazione (Infophoto) Marianna Madia, ministro per la Pubblica amministrazione (Infophoto)

Ciò servirebbe finalmente a far funzionare un’amministrazione che molte volte consente di non rispettare gli orari d’ufficio, di fare in ufficio un lavoro diverso da quello per cui si è pagati, di rifiutarsi di eseguire gli ordini del superiore. Nella Pubblica amministrazione si è obbligati a tenere la mela bacata insieme a quella buona. Diverso è il discorso sul licenziamento per motivi economici, in quanto la Pubblica amministrazione non ha delle ragioni economiche per operare dei tagli.

 

Per la Madia l’assunzione dei co.co.co. della Pa inizierà solo tra due anni, dopo che sarà stato risolto il problema dei 20mila lavoratori delle Province. Abbiamo ancora una volta due pesi e due misure?

Mi meraviglia che risulti così difficile trasferire altrove i funzionari delle Province. Per farlo basta un decreto relativo allo scioglimento delle Province stesse. Dire come fa il ministro Madia che ci vogliono due anni è un modo per rimandare la cosa a dopo le elezioni.

 

Intanto nella Pa continueranno a esserci migliaia di precari…

Il termine “precari” è sbagliato, in quanto anche nella Pa c’è bisogno di lavoratori a tempo determinato. Ci sono periodi dell’anno con una maggiore o minore necessità di manodopera, e quindi la mobilità temporanea basata sui contratti flessibili è importante tanto nella Pa quanto nel settore privato. Eppure dalla parole della Madia emerge il solito gioco di assumere le persone senza concorso. È un’operazione politica costosa, che peraltro viene fatta in periodo pre-elettorale. La vera priorità però non è questa.

 

E quale sarebbe secondo lei?

La priorità è fare ripartire i progetti d’investimento. Il governo però ha in mente tutt’altro, e ciò è molto preoccupante. Tra l’altro il prestigio degli attuali ministri è molto basso. Secondo un sondaggio del Corriere, l’unico a passare con un punto tra il positivo e il negativo è Padoan, tutti gli altri hanno un voto negativo. In parte dipende da loro, ma in parte anche dai programmi che sono stati fatti e dal modo in cui sono impostati.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.