BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPILLO/ Il grande equivoco sul "tesoretto" dell'Italia

Pubblicazione:

Pier Carlo Padoan (Infophoto)  Pier Carlo Padoan (Infophoto)

In un contesto in cui le priorità sembrano cambiare quasi ogni giorno, e scaturire da seminari del partito di maggioranza relativa e non dal dibattito parlamentare, in cui viene istituita una commissione per la verifica della spesa pubblica e se ne “segreta” il rapporto finale, poco è stato fatto per frenare la spesa corrente (tranne blocchi e contributi forzosi a carico dei pensionati), si è paralizzata la spesa in conto capitale e si sono istituzionalizzati sprechi di Stato impedendo il funzionamento di organi di rilevanza costituzionale ma mantenendone inalterato il personale e gli annessi e connessi, è difficile parlare di fine di una “austerità di destra” e di “tesoretti in vista”.

In effetti, quattro economisti italiani che insegnano alla Goethe Universitat di Francoforte (Giuliano Curatola, Michael Donadelli, Alessandrro Gioffré) e un loro collega (Patrik Gruning) lo hanno scritto senza peli sulla lingua nel lavoro Austerity, Fiscal Uncertainty, and Economic Growth: Insights from Fiscally Weak EU Countries : l’evidenza empirica è che in vario modo nell’eurozona la riduzione della spesa ha colpito principalmente la ricerca e lo sviluppo producendo una riduzione della crescita reale per l’area di 4,5 punti percentuali del Pil nell’arco dei prossimi dieci anni. Ora il nesso dei plausi ai tedeschi che hanno approvato il programmi dei greci e la soddisfazione rispetto al +0,1% (e alle prospettive di Anno Felix che si schiude) sono, credo, evidenti. In ambedue i casi, si è scaricato il problema sulle spalle delle prossime generazioni. E in ambedue i casi si utilizzano concetti di democrazia differenti da quelli comunemente conosciuti.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.