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SPY FINANZA/ Il "trucco" che tiene alto il Pil degli Usa

Barack Obama (Infophoto) Barack Obama (Infophoto)

E che dire del primo grafico a fondo pagina, il quale ci mostra come il “Consumer Comfort Index” di Bloomberg sia ai minimi da inizio anno e in calo al livello maggiore da maggio 2014: come mai, se il mercato azionario sfonda un record al giorno e i salari reali per ora lavorata sono saliti al massimo dal 2008 su base mensile? Ce lo spiega il secondo grafico, il quale ci mostra come in gennaio l’economia Usa sia tornata in deflazione per la prima volta dal crollo di Lehman Brothers a gennaio, postando un -0,1% nell’indice dei prezzi contro il +0,8% registrato a dicembre, un calo su base mensile dello 0,7% dovuto quasi interamente al crollo dei prezzi per l’energia. Il fatto è che, tolti gli anni della crisi finanziaria post-Lehman, è la prima volta dall’agosto del 1955 che gli Usa postano un dato di deflazione, proprio l’anno in cui Marty McFly in “Ritorno al futuro” faceva di tutto per non andare al ballo con sua madre.

Deflazione e rialzo dei tassi sono cose che vanno di pari passo? No, anzi, sono l’antitesi: quindi, avanti con altri rally azionari, sostenuti dalla certezza che i tassi non saliranno almeno fino al ritorno dalla vacanze estive negli Hamptons da parte di molti traders. E sapete perché ho legato questo dato all’aumento dell’1,2% dei salari su base oraria registrato in gennaio rispetto a dicembre? Proprio perché l’ultima volta che si conobbe una crescita simile fu nei mesi successivi al fallimento di Lehman Brothers, quando il vortice deflazionistico che venne a crearsi portò a un paradossale senso di benessere e alla predisposizione a spendere i salari aggiustati al tasso di inflazione.

Cosa mi attendo nei mesi a venire per il Pil Usa? A mio modo di vedere, dopo la revisione di venerdì del dato del quarto trimestre mi sento di confermare che il dato record del terzo trimestre sia stato il picco del ciclo e quindi mi aspetto una crescita su base trimestrale a zero nel terzo e quarto trimestre di quest’anno, per una seria di fattori: aumento dei tassi reali, mal-investment nel settore energetico e soprattutto il calo degli utili registrato negli Usa. Guardate il terzo grafico: ci mostra come il cambiamento a sei mesi nelle previsioni di utile per azione a dodici mesi sia coincidente con l’andamento del Pil Usa, quindi attendiamoci scostamenti al ribasso nell’ordine di quelli che vi ho previsto poco fa (a meno che non si scateni una guerra in grande stile, alla Siria o all’Isis poco cambia, nel qual caso il warfare metterebbe il turbo alla dato di crescita).

E devo dirvi, cari lettori, che da venerdì scorso mi sento meno solo, perché a definire una “frode” la narrativa della ripresa economica Usa, prevedendo violente reazioni dei mercati nella seconda metà di quest’anno, è stato niente meno che Albert Edwards di Societe Generale, uno che raramente sbaglia. Per Edwards, «il calo dei profitti negli Usa sta accelerando e non è una questione legata solo al comparto energetico o al dollaro forte, visto che sono stati pubblicati molti dati macro deludenti nel mese di febbraio. Il ciclo economico verrà abbattuto dallo scoppio delle bolle sugli assets molto prima che la politica di contrazione della Fed possa avere alcun effetto. Dall’ultima crisi abbiamo imparato molte lezioni ma non questa». Nella sua ricerca, Edwards dimostra come a livello macro quello attuale sia il peggior inizio anno dal 2009 e questo vale per molte voci, dalle vendite al dettaglio agli ordinativi alle spese personali ma anche i dati finanziari ed economici di molti giganti Usa, come Morgan Stanley o la catena di grande distribuzione WalMart, sono stati deludenti.

 

 

 


COMMENTI
02/03/2015 - Bottarelli è un inguaribile ottimista!!! (Pietro Sita)

Adesso comincia il bello(si fa per dire)! L'Austria (paese tripla A) poco tempo fa ha fatto una bad bank per togliere un po' di letame dalle tre principali banche del paese praticamente insolventi. Udite udite ora la dad bank si trova a sua volta un buco di 7,6 mld di euro!Faranno la bad bank della bad bank?? Fantastica la vigilanza della BCE!!!Signori (per parafrasare il boy scout di rignano) per chi si ostina ancora a non capire non è fallito solo l'euro, ma è fallito il sistema monetario seguito all'abbandono del gold standard nel 1971. Ci vuole urgentemente una seconda Bretton Wood, peccato che il potere finanziario e politico non vogliano ammettere il fallimento del sistema. http://www.zerohedge.com/news/2015-03-01/spectacular-developments-austria-bail-arrives-after-%E2%82%AC76-billion-bad-bank-capital-hol. Consiglio caldamente di vedere il servizio di Presa Diretta,di domenica 1 marzo, sulla Germania e sulla Grecia, magari chi ancora crede alle supercazzole di questo governo si renderà conto che ci stanno riportando al medioevo ed alla servitù della gleba! http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-02d2c6a5-4ce3-4686-a640-3aedd500c11e.html Buona fortuna!!!