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DALLA GRECIA/ La "data di scadenza" di Tsipras

Pubblicazione:sabato 21 marzo 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Quelle strutturali sono ancora in sala di attesa, mentre gli effetti delle riforme spicciole avviate da Papandreou e Samaras sono sotto gli occhi di tutti. Licenziamenti, abbattimento del costo del lavoro, tagli alla spesa sociale, ma soprattutto tagli e aumento delle tasse. Chi ha pagato per la restituzione degli interessi sul debito e sull'accumulo dell'attivo di bilancio? La classe media ha pagato il prezzo più pesante: gli stipendi bassi e medi hanno segnato un aumento del carico fiscale del 337,7%, mentre ai redditi alti è toccato un misero aumento del 9%. 

Dal 2010 al 2014, secondo alcuni calcoli, il costo individuale del lavoro è diminuito del 12%, mentre il livello generale dei prezzi è aumentato del 2,5%, con una recessione al 22%. E soltanto nel 2012 (quando è stata applicata la riforma del lavoro) il risparmio netto delle industrie è aumentato dal 7% all'8%. I due avevano promesso lotta alla corruzione, all'evasione fiscale, ai monopoli e agli "oligarchi", un sistema fiscale più giusto, investimenti e privatizzazioni. Riforme queste che avrebbero creato un circolo virtuoso per la ripresa economica. Purtroppo quella classe politica ha mostrato tutti i suoi limiti culturali ed è in via di sparizione.

Adesso tocca al giovane Alexis Tsipras assumere la "titolarità" delle riforme e procedere a smantellare le ingessature economiche, promuovendo quei cambiamenti strutturali rimaste in sala di attesa. Dovrebbe fare un "restart" di un Paese senza basi produttive solide, e dovrebbe adottare una politica socialdemocratica che mal si concilia con alcune linee politico-sociali di una parte del suo partito che non controlla. La reale data di scadenza di questo governo sarà a fine giugno, quando si dovrà firmare un nuovo accordo sul probabile terzo prestito. Se però riuscisse a imbrigliare il dissenso interno, abbattere le oligarchie economiche, far pagare le tasse agli evasori, allentare la morsa della povertà e della disoccupazione, guiderebbe il Paese per almeno otto anni e sarebbe il primo premier ellenico che mantiene la parola data in campagna elettorale. 

Questa sarebbe una vera "rivoluzione" che cambierebbe la coscienza sociale ellenica. Nel frattempo lui dà il buon esempio: ha viaggiato in seconda classe sull'aereo che lo portava a Bruxelles, e non si fa fotografare sul terrazzo di casa sua, situata in un quartiere periferico e popolare della capitale.



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COMMENTI
21/03/2015 - Dichiarazioni fasulle? (Moeller Martin)

Tsipras torna da Bruxelle cantando vittoria ma le sue dichiarazioni sono in netto contrasto con quelle rese dagli altri partecipanti al vertice. Secondo questi ultimi gli è stato ribadito la necessirtà del rispetto dell'accordo del 20 febbraio da lui stesso firmato, che fissa 4 mesi di proroga per portare a termine le riforme concordate con la Troika e ricevere l'ultima trance del prestito. La Grecia può, come del resto ha sempre potuto, proporre riforme alternative, ma queste devono essere approvate, i uguale importo e verificabili. Generici proclami tipo 'combatteremo l'evasione fiscale' non sono sufficienti. Tsipras lo avrà capito stavolta? Per quanto riguarda la Merkel, non comanda in Europa ma in Germania si e non si muove senza un preciso mandato parlamentare come da dettato costituzionale. Il mandato è un chiaro no, escludendo nuove opzioni. Dopo quella data? Il governo Tsipras è riuscito a inimicarsi i suoi principali creditori con insulti, ricatti e snobbandoli per costruire in Europa un fronte a loro ostile. Di fatto hanno reso futuri accordi quasi impossibili.