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GEO-FINANZA/ Russia e Grecia, le "prove" che l'Italia ci perde con l'Europa

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Angela Merkel (Infophoto)  Angela Merkel (Infophoto)

C’è un fortissimo interesse del sistema bancario tedesco e francese nella questione greca, e quindi Berlino tiene questa posizione d’intransigenza. Ma il dato di fatto è che attraverso queste dichiarazioni la Merkel fa minacce cui non crede perché la Germania è quella che ha più da perdere da una situazione di questo tipo. Anche se ha dalla sua la forza dei trattati Ue imposti come un meccanismo infernale. Non si comprende perché i Paesi del Sud Europa, che si ritrovano a essere debitori e sottoposti a sistemi come il Fiscal Compact, non si ribellino anche loro, in quanto l’Italia non è poi così diversa dalla Grecia. È del tutto incomprensibile che si accetti questo sistema.

 

E secondo lei perché Renzi lo accetta?

Renzi si limita a continuare una linea che l’Italia ha intrapreso iniziando ad accettare il vincolo esterno. Chi lo ha escogitato aveva due obiettivi: la diminuzione dell’inflazione, che automaticamente sarebbe stata legata all’adozione dei vincoli monetari, e una maggiore disciplina nelle fabbriche. In questo modo cioè è nuovamente possibile controllare il costo del lavoro, secondo la convenienza della competitività. Il vincolo esterno sembrava così risolvere il conflitto sociale. Non si è pensato però che tutto questo avrebbe portato a un indebolimento, al cosiddetto output gap, alla disoccupazione strutturale e in crescita, all’inutilizzazione costante dei fattori della produzione e alla caduta del risparmio e degli investimenti.

 

(Pietro Vernizzi)



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