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PIRELLI DIVENTA CINESE/ Firmato l'accordo con ChemChina: i dettagli dell'operazione

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PIRELLI DIVENTA CINESE, I DETTAGLI DELL'OPERAZIONE CON CHEMCHINA - Ancora un marchio italiano che passa sotto l'effige di una bandiera straniera. Stavolta tocca alla Pirelli, società leader del settore degli pneumatici che d'ora in avanti sarà a maggioranza cinese. E' stato infatti firmato l'accordo con il colosso chimico China National Chemical Corporation, noto anche come Chemchina, che ha ufficialmente acquisito le quote di controllo della Camfin. Secondo il presidente Marco Tronchetti Provera l'accordo rappresenta una grande opportunità per la Pirelli, sopratutto perché garantisce sia la stabilità dell'azienda che il suo sviluppo futuro. Naturalmente sarà tutto da vedere nel corso degli anni. Intanto l'unica cosa certa, garantita per contratto, è la presenza dello stesso Tronchetti Provera che resterà a capitanare l'azienda fino al 2021.

Il nuovo programma aziendale prevede la separazione dell'azienda in due diversi filoni. Il settore dei pneumatici per auto e moto e quello per i veicoli pesanti. In questo modo la rinata Pirelli si appresta a diventare il quarto produttore di gomme per camion nel mondo (per la cronaca, eravamo comunque al quinto posto in graduatoria nella produzione complessiva). Il comparto dei pneumatici per moto, noto come Pirelli Tyre, secondo le previsioni dirigenziali potrebbe riaffacciarsi nuovamente nei mercati borsistici con maggior facilità, ma siccome "carta canta" ed al momento a cantare sono solamente Tronchetti e i cinesi è meglio aspettare l'esito degli eventi, al termine del periodo quadriennale, prima di celebrare vittorie non ancora confermate. L'unico dato certo al momento è che l'Italia è ormai considerata una terra da conquistare, per quello che rimane, dalle principali aziende internazionali. Un dato rilevante era già stato fornito nel 2011, quando alla conta delle marche italiane che passarono sotto la guida di aziende straniere, il numero aveva già abbondantemente superato la soglia del 100. La Cina poi da noi viene ad acquistare in saldo, come al supermercato. Non dimentichiamo l'acquisizione del gruppo Ferretti, che nonostante producesse yacht di lusso finì sommersa dai debiti.

Tornando all'acquisizione della Pirelli da parte di China National Chemical Corporation c'è da dire che, commercialmente parlando, il nostro prestigioso marchio è stato comunque acquisito dalla più grande azienda chimica, proprietà dello stato cinese, con un fatturato annuo, tradotto in euro, di oltre trentasette miliardi. Già da sola l'azienda era comunque tra i primi 20 produttori di pneumatici nel mondo. Quello che non è facile comprendere è come mai una società che si trova al ventesimo posto in classifica, ne compra una che sta al quinto. L'obiettivo dei cinesi è quello di far diventare l''azienda acquisita una realtà globale come tutte le altre loro proprietà. Per dare una boccata d'ossigeno, è prevista un Opa che prevede il costo di ogni azione stimato intorno ai quindici euro.

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