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DALLA GRECIA/ La "resa" di Tsipras alla Merkel condita da uno scandalo

Ieri Angela Merkel ha ricevuto a Berlino Alexis Tsipras, che non vive un momento facile per via di accuse al suo governo e problemi di bilancio. Il punto di SERGIO COGGIOLA

Proteste anti-Merkel ad Atene (Infophoto) Proteste anti-Merkel ad Atene (Infophoto)

Dove porta lo slogan “L’Europa cambia”? “Vogliamo che la Grecia sia forte economicamente, che cresca e che venga fuori dalla alta disoccupazione”, ha detto Angela Merkel dopo l’incontro con Alexis Tsipras. Aggiungendo che il piano di salvataggio della Grecia varato in passato “non è stato una storia di successo”, ma “ha portato terribili risultati e enormi problemi sociali”. Da parte sua il Premier greco ha detto di voler “rispettare i trattati”, anche se occorrono delle correzioni sul piano sociale.

Tsipras è volato a Berlino forse leggendo il dispaccio dell’agenzia tedesca DPA in cui si riporta una dichiarazione di un funzionario vicino al ministro delle Finanze: “Sappiamo chi sono (i greci, ndr e daremo loro un’ultima occasione”. Il suo arrivo è stato preceduto dalle notizie che arrivavano da Atene circa un presunto scandalo che coinvolge il suo vice-ministro delle Riforme, e dalla pubblicazione della sua lettera inviata alla Cancelliera Merkel, il 15 marzo, quattro giorni prima dello “strano” mini-vertice di Bruxelles. 

Che cosa scrive, senza mezzi termini e quasi in tono ricattatorio, il primo ministro ellenico? Che sarà “impossibile” per Atene pagare le prossime tranche del debito accumulato verso le “Istituzioni” se Bruxelles non fornisse nel breve periodo assistenza economica. Tsipras offriva in cambio l’impegno di Atene a fornire in tempi brevi una nuova lista “completa e dettagliata” delle riforme cui si era impegnata all’Eurogruppo del 20 febbraio scorso, quando le vennero garantiti altri 4 mesi di ossigeno con un’ulteriore tranche di prestito da 7,2 miliardi di euro. “Visto che la Grecia non ha accesso al mercato del debito (cosa di cui nel testo Tsipras incolpa la Bce di Draghi, ndr), e visti i picchi (raggiunti) dai nostri obblighi per i pagamenti del debito in primavera ed estate […] dovrebbe essere chiaro che le restrizioni imposte dalla Bce al nostro accesso al mercato, combinate ai ritardi nella concessione di nuovi aiuti, renderebbero impossibile per qualsiasi governo onorare il debito”. Ma ancora più esplicitamente Tsipras aggiunge, rivolto alla Merkel: “Con questa lettera le sto evidenziando che il problema di non consentire un piccolo flusso di denaro di una certa ‘inerzia istituzionale’, si potrebbe trasformare in un grosso problema non solo per la Grecia ma anche per l’Europa”. 

In sintesi, nella lettera, Tsipras ha intimato alla Merkel che, senza alcun nuovo aiuto (ecco però i 2 miliardi ottenuti il giorno dopo dall’Ue) il suo governo sarebbe stato obbligato a scegliere tra l’onorare le rate del debito in scadenza, principalmente con il Fmi, o continuare a pagare stipendi e salari, che poi è la stessa ragion d’essere del suo governo, viste le promesse politiche fatte prima del voto. Il premier ellenico ha imputato il nuovo avvitamento della crisi, che avrebbe portato Atene al default, alla Bce, per aver imposto limiti alla capacità di Atene di emettere titoli a breve termine e al rifiuto delle autorità dell’Eurozona a concedere aiuti prima che la Grecia adotti nuove riforme economiche.