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TFR IN BUSTA PAGA/ Quante tasse si pagheranno?

Pubblicazione:martedì 24 marzo 2015

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TFR IN BUSTA PAGA La Legge di Stabilità 2015 ha introdotto, per i lavoratori dipendenti, la possibilità di richiedere al proprio datore di lavoro il versamento del Tfr maturato su base mensile. La possibilità viene concessa esclusivamente ai lavoratori del settore privato, con anzianità aziendale non inferiore ai 6 mesi, e originariamente doveva essere espressa entro il mese di marzo (il ritardo nell'emanazione del decreto attuativo ha causato lo slittamento al mese di aprile). La norma, se da un lato permette ai lavoratori dipendenti di avere a disposizione maggiore liquidità, dall'altro permetterà l'afflusso di maggiori risorse nelle casse erariali, in quanto il reddito "aggiuntivo" verrà tassato con l'aliquota marginale Irpef di riferimento (e quindi verrà tassato in misura maggiore al crescere del reddito), più elevata rispetto all'aliquota applicata in sede di liquidazione al termine del rapporto lavorativo. Il reddito aggiuntivo, inoltre, viene considerato a tutti gli effetti reddito imponibile ai fini Isee e quindi i lavoratori coinvolti potrebbero perdere il diritto a prestazioni agevolate o pagare altre tasse in misura superiore (si pensi, ad esempio, all'incidenza del Tfr ai fini Iseu, che potrebbe provocare un aumento delle tasse universitarie dovute). L'anticipo del Tfr, tuttavia, rappresenta una comoda alternativa ai prestiti personali per chi ha bisogno di liquidità, in un periodo di stretta creditizia come quello attuale. 



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