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PIAZZA AFFARI/ Ripresa e M&A: le banche italiane tornano di moda

Pubblicazione:mercoledì 25 marzo 2015

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Un conto è immaginare che su una delle grandi Popolari vengano lanciate Opa integrali, per cassa, in tempi ravvicinati: senza attendere i cambi di statuto. Ipotesi non probabile, ma neppure impossibile: se il governo ha forzato la riforma per decreto, Bankitalia si è augurata in termini generali che il comparto delle Popolari si riaggreghi, ma non ha mai ventilato qualche contrarietà all'arrivo di una scalata estera. Per di più (il caso Pirelli lo ha confermato) l'attenzione dei grandi investitori istituzionali per le aziende strategiche europee è in crescita.

Meno attraente - soprattutto dal punto di vista di hedge fund e altri gestori alternativi - il percorso che pare più disegnato per le banche italiane: un sentiero di fusioni graduali - fra Popolari o con il coinvolgimento di altri gruppi - sotto l'occhio delle autorità di vigilanza. Non si profila necessariamente una situazione poco vivace per i titoli: in tutte le grandi Popolari sono in pre-formazioni noccioli duri di investitori stabili, che presidino nell'immediato le Popolari Spa. E questi nuovi pacchetti rilevanti andranno costituiti in tempi non lunghi.

Certo, successive fusioni - ed è difficile che non ne vengano messe in cantiere - riproporranno il tema del controllo della nuove super-Popolari. Questo, sulla carta, dovrebbe fare nuovamente bene ai titoli. Sperando che nel frattempo il cammino di riforma e di riassetto del settore abbia fatto bene alle banche e quindi all'economia che le circonda.



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