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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ Gli 8 errori che hanno fatto perdere la trattativa a Tsipras

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Di fronte ai creditori ha commesso alcuni sbagli: 1) le polemiche contro alcuni paesi creditori (Germania in testa e poi Spagna e Portogallo), le istituzioni europee e la Bce; 2) ha confuso le trattative "tecniche" con trattative di carattere politico, venate spesso da un inconcludente "nazionalismo"; 3) l'illusione che si sarebbe creato un "arcobaleno dei paesi del Sud Europa" disposto ad appoggiare le richieste di Atene; 4) il governo Tsipras, nonostante le dichiarazioni, non aveva un "piano B" da presentare  - si è parlato di un "piano P(utin)" a uso ricattatorio; 5) anziché concentrarsi su un piano specifico di riforme si è affidato a proposte aleatorie e generiche, sperando nella "generosità" europea; 6) ha usato il manganello del "mandato popolare" per fornire una forza negoziale che poi è risultata nulla; 7) il fattore umano: Yanis Varoufakis non ha certamente imbastito dei buoni rapporti con i suoi colleghi; 8) ogni passo del governo nelle trattative doveva essere studiato in ragione dell'ala sinistra del partito.

A breve comunque arriverà il momento delle verità, in cui Tsipras dovrà fare i conti con i creditori e i suoi alleati, interni ed esterni. E già gli analisti politici hanno iniziato a descrivere nuovi scenari e nuove maggioranze che dovrebbero manifestarsi sui banchi del Parlamento subito dopo che la lista delle riforme dovrà trasformarsi in leggi e decreti. Nel frattempo, sempre in Parlamento verrà finalmente presentato l'accordo del 20 febbraio. Sarà il primo test per il governo. Sicuramente dopo che Tsipras avrà riunito il suo gruppo parlamentare per tastarne gli umori e le intenzioni.

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