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SPILLO/ Se il Pd "intercetta" le fusioni fra Popolari

Rodolfo Sabelli, presidente dell'Anm (Infophoto) Rodolfo Sabelli, presidente dell'Anm (Infophoto)

L'esito di quell'operazione, nel 1999, fu deciso in un incontro fra il premier Massimo D'Alema e il presidente onorario di Mediobanca, Enrico Cuccia, nel salotto romano di Alfio Marchini. Peccato che di quell'incontro - ampiamente pubblicizzato - non siano mai stati disponibiii verbali, tanto meno intercettazioni o altri brogliacci investigativi. Pochi maligni sostennero tuttavia all'epoca che Palazzo Chigi si fosse trasformato in una merchant bank, peraltro "l'unica nella quale non si parlava inglese".

A ogni buon conto, ieri mattina, sull'agenzia Websim (molto seguita in Piazza Affari) si poteva leggere questo: "Il presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, ha ribadito in un articolo la sua posizione già esposta in occasione del voto al Senato sulla riforma delle banche popolari, ovvero che le banche popolari potrebbero essere oggetto di Opa ostili da parte di banche estere se non procederanno a fusioni e a modifiche statutarie che prevedano limiti al voto (inferiori al 5% previsto dalla riforma). Tra le ipotesi di fusione ipotizzate da Mucchetti vi è l'aggregazione a tre fra Banca Pop.Milano, Banca Pop.Emilia e UnipolBanca. Riteniamo che la fusione Pop.Milano-Pop.Emilia possa avere un'elevata valenza strategica, con scarso sovrapposizione in termini di posizionamento geografico e secondo le nostre stime potrebbe avere a regime effetti accrescitivi sull'utile pari a oltre il 30%. L'intervento di Unipol con il conferimento di UnipolBanca potrebbe contribuire alla creazione di un nocciolo duro di azionisti con Unipol che potrebbe detenere circa il 5% del capitale della nuova società che nascerebbe dall'aggregazione a tre. La nostra raccomandazione è "molto interessante" sia per Pop. Milano sia per Pop.Emilia".

Così come nel 2005, a molti piacerebbe conoscere il contenuto delle telefonate che intercorrono in questi giorni - rigorosamente "sul mercato" - riguardo fusioni bancarie allo studio. Ma la curiosità potrebbe essere soddisfatta solo a prezzo di gravi violazioni di legge: anche nel caso in cui si venisse in possesso di intercettazioni giudiziarie. L'abuso di mercato - proprio a partire dalle inchieste Antonveneta e Bnl del 2005 - è giustamente e severamente punito dalla legge e dalla magistratura.

Restano le analisi - giornalisticamente profetiche e politicamente persuasive - del senatore Mucchetti: che ha raccontato in un libro controverso ("Il baco del Corriere") presunti tentativi di attacco informatico alla sua privacy di giornalista in Via Solferino. Prese di posizione - quelle sulle Popolari e Unipol o altre - lecite e lecitamente protette nella loro elaborazione. Ma anche - per usare il linguaggio del premier Renzi sul caso Lupi - prese di posizione formulate "in modo opportuno"?

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COMMENTI
28/03/2015 - Per giocare... occorrono le palle (Giuseppe Crippa)

Tenendo presente il fatto che Credit questa volta accetta anticipatamente ogni critica comincio col fargli presente che le intercettazioni che le persone serie hanno ricordato in questi giorni non sono state quelle pittoresche di Moggi ma quelle, ben più numerose e gravi, del povero Giacinto Facchetti, e subito dopo gli ricordo che chiamare “giustizia” (e quindi ponderare reati) quella della Federazione Italiana Gioco Calcio è un’impresa che supera ampiamente il limite del ridicolo. Premesso questo, concordo con lui con le critiche all’uso cinicamente mirato della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e sulla strumentalità delle esternazioni dell’on. Mucchetti ma gli ricordo infine che rendere pubblico il contenuto di telefonate di cui si è protagonisti non è reato. Quindi s e”qualcuno dei protagonisti delle telefonate che intercorrono in questi giorni” se la sentisse, le registri e ce le faccia conoscere. Anche in questo caso il mondo del calcio potrebbe essere preso ad esempio, nella persona del direttore sportivo dell’Ischia Calcio.