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SPILLO/ Se il Pd "intercetta" le fusioni fra Popolari

L'Anm difende la pubblicazione delle intercettazioni, ma l'abuso discriminatorio e politicamente orientato continua a inquinare la democrazia economica. di GIANNI CREDIT 

Rodolfo Sabelli, presidente dell'Anm (Infophoto) Rodolfo Sabelli, presidente dell'Anm (Infophoto)

Le riflessioni che seguono provano a tenere assieme tante questioni d'attualità. Pubblicare o no sui giornali le intercettazioni giudiziarie. Quali Popolari fondere fra loro e come dopo la riforma-blitz del governo Renzi. Quali sono i veri conflitti d'interesse che nel 2015 affliggono la democrazia italiana. Probabilmente le questioni sono troppe o troppo vaste per una sola riflessione, ma ci proviamo egualmente: scusandoci per ogni limite e accettando in anticipo ogni critica.

Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, ha lanciato ieri l'ennesimo allarme sul Corriere della Sera: "Attenti ad allargare troppo il divieto di pubblicare le intercettazioni". Interpellato a Reggio Calabria, a margine di un convegno di Magistratura democratica (la corrente maggioritaria nel Csm, tradizionalmente vicina al Pci-Pds-Ds-Pd), Sabelli ha detto: "Mi ha colpito il dibattito che si è sviluppato intorno all'esigenza di regolare la pubblicazione delle intercettazioni irrilevanti. Noi siamo contrari alla pubblicazione indiscriminata di ciò che non è attinente al processo. Ma bisogna fare attenzione perché già in passato alcuni testi legislativi hanno provato ad allargare a dismisura il perimetro della non pubblicabilità degli atti".

Domanda successiva del collega del Corriere: il ministro Lupi, non indagato, si è dimesso dopo la pubblicazione delle intercettazioni in cui parlava con gli indagati della carriera di suo figlio, ma anche di appalti? Risposta: "Non voglio fare riferimenti al caso specifico. Però va detto, in generale, che un indagato può essere intercettato quando parla di cose assolutamente irrilevanti, e queste vanno stralciate, e allo stesso tempo un non indagato può essere indirettamente intercettato quando parla di aspetti attinenti all'inchiesta seppure non di rilevanza penale".

La conversazione Corriere-Anm sorvola nuovamente sul nodo cruciale della pubblicazione delle intercettazioni durante la fase inquirente, senza neppure aspettare un primo giudizio di merito (chiusura di indagine, decisione sul rinvio a processo). E non è un caso che Sabelli parli dalla Calabria, accennando alla lotta alla ndrangheta: i pasdaran delle intercettazioni minacciate di bavaglio agitano puntualmente le esigenze investigative in campi come sequestri di persona, delitti efferati, guerra al terrorismo islamico, eccetera.

La prova dei fatti - cioè della pubblicazione di intercettazioni in fase inquirente su persone non indagate - racconta una storia diversa. La prima conversazione telefonica pubblicata registrata dagli annali è stata dieci anni fa, quella del "bacio in fronte" che iniziò un brutale regolamento di conti sulle Opa bancarie e il ruolo della Banca d'Italia di Antonio Fazio. E l'ultima è quella dei giorni scorsi cui fa riferimento l'intervista del Corriere: quella che ha indotto alle dimissioni il ministro Lupi. Poca ndrangheta, niente Isis. Forse qualcuno ricorda distrattamente le intercettazioni di conversazioni ciniche poche ore dopo il terremoto dell'Aquila. Oppure - nei giorni della prescrizione di Luciano Moggi per i reati di Calciopoli - alcuni sono riandati alle pittoresche intercettazioni dell'ex direttore generale della Juventus.


COMMENTI
28/03/2015 - Per giocare... occorrono le palle (Giuseppe Crippa)

Tenendo presente il fatto che Credit questa volta accetta anticipatamente ogni critica comincio col fargli presente che le intercettazioni che le persone serie hanno ricordato in questi giorni non sono state quelle pittoresche di Moggi ma quelle, ben più numerose e gravi, del povero Giacinto Facchetti, e subito dopo gli ricordo che chiamare “giustizia” (e quindi ponderare reati) quella della Federazione Italiana Gioco Calcio è un’impresa che supera ampiamente il limite del ridicolo. Premesso questo, concordo con lui con le critiche all’uso cinicamente mirato della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e sulla strumentalità delle esternazioni dell’on. Mucchetti ma gli ricordo infine che rendere pubblico il contenuto di telefonate di cui si è protagonisti non è reato. Quindi s e”qualcuno dei protagonisti delle telefonate che intercorrono in questi giorni” se la sentisse, le registri e ce le faccia conoscere. Anche in questo caso il mondo del calcio potrebbe essere preso ad esempio, nella persona del direttore sportivo dell’Ischia Calcio.