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RIPRESA?/ La "zavorra" dell'Italia che Renzi non vuol tagliare

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No, questo non basta. Sappiamo che ciò che occorre è un aumento della domanda interna, come è avvenuto e sta avvenendo in Spagna, dove le previsioni di crescita della Commissione Ue nel primo trimestre 2015 sono intorno al 2,3%, ben al di sopra dello 0,6% dell’Italia. Il bonus da 80 euro è servito al contrario soprattutto per ripagare i debiti familiari o per aumentare i risparmi, piuttosto che per essere speso in consumi.

 

Che cosa dovrebbe fare il nostro governo?

Ciò che occorre per tornare a spingere la macchina della domanda è la riduzione del livello della pressione fiscale sulle imprese e sui cittadini. Se non ci sarà questa riduzione, siamo condannati a una crescita che anche in futuro rimarrà a livelli da zero virgola. O alziamo la velocità di crociera di questa ripresa oppure non usciremo da questa situazione.

 

Su quali tasse è più importante intervenire?

Con la Legge di stabilità 2015 per la prima volta abbiamo avuto una consistente riduzione delle tasse che gravano sul lavoro. Ora è necessario insistere su questo terreno, in quanto per stimolare la domanda è fondamentale incoraggiare una crescita degli investimenti, sia pubblici che privati. Ricordiamoci che per le Pmi la tassazione complessiva è pari al 68%. Nello stesso tempo è necessario intervenire per ridurre la tassazione generale a livelli accettabili, perché non possiamo ipotizzare una crescita consistente con una pressione fiscale al 44%. È necessario di conseguenza ridurre le spese: riprendere in mano la partita della spending review è essenziale per abbassare le tasse.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
03/03/2015 - I vantaggi della flat tax (Carlo Cerofolini)

È dimostrato che avere una tassazione che non sia oppressiva come in Italia, non solo consente all’economia di prosperare ma riduce ai minimi termini sia l’evasione sia l’elusione fiscale, che così diventano non più convenienti, oltre a fare aumentare o comunque non diminuire le entrate dello Stato. Inoltre va detto che un’iper tassazione di norma è regressiva, cioè va a pesare iniquamente in proporzione di più sui redditi bassi e medio bassi rispetto a quelli alti e per di più è incerta anche la direzione dei trasferimenti, in quanto si preleva anche ai poveri però si dà anche ai non poveri che magari evadono il fisco. Infine va evidenziato come una flat tax al 23%, oltre a eliminare le storture dell’attuale (op)pressione fiscale, è dimostrato che garantirebbe le attuali entrate per lo Stato ed è pure progressiva - in ossequio al dettato costituzionale (art. 53) – basta solo fare iniziare la tassazione per tutti da un certo reddito (es. seimila euro annui) in poi.