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DALLA GRECIA/ Il default che risolve i problemi di Tsipras

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

In tutto questo turbinio di dichiarazioni, ecco arrivare la notizia che l'agenzia Fitch ha declassato la Grecia da B a CCC, poco sopra la famigerata D di default, per il timore che le riforme promesse da Atene non vengano attuate. L'agenzia di rating ha parlato di "pressione estrema sul finanziamento del governo greco". I fattori che avrebbero influito sulla decisione sono da ricondursi all'attuale mancanza di accesso al mercato del debito per il governo greco e ai problemi di liquidità nel settore bancario del Paese. 

Allo stesso tempo, scrive Fitch, il nuovo governo guidato dal partito di sinistra Syriza si è mostrato negativo rispetto alla necessità di introdurre politiche orientate al risparmio, che sarebbero la conditio sine qua non di un sostegno finanziario da parte dei creditori internazionali.

Mancano ancora nove giorni prima del prossimo pagamento di debiti. In questo periodo sarà difficile trovare altri "avanzi" nelle casse statali o di altri enti (casse pensioni, società controllate, ospedali, ecc.) per cui non è escluso che si arrivi a una sospensione dei pagamenti - verrebbe applicata la minaccia di Tsipras contenuta nella lettera alla Cancelleria Merkel. Si metterebbe in moto una serie sgradevole di azioni, quali ad esempio  il "capital control" sui movimenti di capitali. E proprio questo mentre la Grecia si prepara alla Pasqua Ortodossa, la più sentita festa religiosa, che comporta il ritorno ai comuni di origine e accompagnata dal tradizionale capretto allo spiedo. Forse questa è una delle ragioni per cui negli ultimi giorni i greci hanno ritirato decine di milioni dai loro conti bancari. Adesso i depositi bancari si sono attestati sui 133 miliardi.

Per far approvare la lista dal Consiglio dei ministri, Tsipras ha speso non poche energie, spiegando ad alcuni ministri che resta in vigore da parte del governo la linea della difesa degli interessi del popolo ellenico. Più tardi, domenica scorsa, è stata la volta della segreteria politica di Syriza. Durante la riunione gli animi erano piuttosto accesi, ma Tsipras ha ribadito che le "linee rosse" tracciate nel programma elettorale non verranno mai superate.

Ma le fatiche di Tsipras non sono finite qui. Ieri sera in Parlamento si è finalmente discusso della "lista Varoufakis" (quella inviata il 20 febbraio). Era un atto politico quasi obbligatorio, dopo che l'ex primo ministro Samaras ha reso ufficialmente pubblico il suo contenuto, accompagnandola con un'accusa infamante per il governo: "Avete firmato un accordo che si rifà al vecchio Memorandum". Un guanto di sfida che doveva essere raccolto dal governo. Ma  anche questa volta le dichiarazioni di Tsipras erano soprattutto rivolte alla sua sinistra, la quale, tra mormorii e mezze parole, non è stata ancora chiamata a votare misure che potrebbero esserle ideologicamente indigeste.

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COMMENTI
31/03/2015 - Il default in prova (Moeller Martin)

E come dovrebbe funzionare il default in prova? Oggi non paghi ma domani torni e dici che hai scherzato e faranno la coda per poter comprare i tuoi debiti? Certo che Tsipras potrebbe anche crederci, Dopotutto è uno che crede di poter scaricare sugli altri le proprie promesse elettorali fasulle.