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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ Ecco i numeri che "inchiodano" Tsipras

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

Draghi, nel corso della conferenza stampa di giovedì, è stato perentorio, al punto che i giornalisti ellenici presenti hanno protestato. "Finora la Bce ha prestato 100 miliardi di euro alla Grecia", ha detto. "Negli ultimi due mesi abbiamo moltiplicato per due i nostri aiuti portandoli da 50 a 100 miliardi di euro. I prestiti alla Grecia rappresentano il 68% del Pil ellenico, la percentuale più alta nella zona euro. Possiamo dire che la Bce è la Banca centrale ellenica, ma è anche la banca centrale degli altri Stati membri dell'area euro". "Mentre piovono soldi sull'Europa, la Grecia apre l'ombrello", ebbe a dire l'ex primo ministro Antonis Samaras. Non è un'analisi politica, ma un buon paradigma per descrivere la situazione.

La valvola della bombola di ossigeno è non stata aperta e il governo non ha accettato di buon grado questa decisione che non gli lascia molti spazi di manovra, tantomeno di scelta. Da qui a lunedì dovrà scegliere una linea politica per il prossimo Eurogruppo. "Quando si va a trattare pensando di poter vincere non si pensa alla sconfitta", Varufakis dixit. Ma "il non sbagliare è quello che stabilisce la certezza della vittoria", diceva un generale cinese. Ma poi ha aggiunto che, in caso di emergenza, "abbiamo un piano B". Quale? È lecito pensare - dati i precedenti - che questo piano alternativo non abbia nulla a che fare con la cruda realtà dei numeri. Di certo a Bruxelles Varufakis non troverà un clima favorevole, nonostante le "sviolinate" verso la Merkel e il suo ministro delle Finanze. Troverà un clima di diffidenza dopo che Atene ha attaccato alcuni suoi creditori. Sicuramente Spagna e Portogallo vorranno chiedere spiegazioni agli attacchi nei loro confronti da parte di Tsipras, che ebbe a dire che Madrid e Lisbona, per "ragioni di politica interna", non hanno appoggiato le proposte elleniche. 

Non sarà tranquillo l'esame cui verrà sottoposto Varufakis. "Prima che i soldi affluiscano, Atene deve dimostrare che sta incontrando le condizioni concordate", ha affermato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, non senza una frecciata: "Se il ministro ellenico - ha aggiunto - dichiara che l'intesa dell'Eurogruppo con la Grecia non è chiara, allora si sta sbagliando". E dopo i rumors dei giorni scorsi non si parla più di un terzo pacchetto di aiuti perché forse è ancora prematuro parlarne. Si dovrà aspettare fine aprile quando le "istituzioni" dovranno valutare i progressi fatti dal governo Tsipras nell'implementazione delle riforme.

Dallo slogan elettorale "L'Europa cambia" alla teoria del complotto per far fallire l'esperimento ellenico. Un segno di debolezza che certamente non giova al governo. Cacofonia, usando una parola della meravigliosa lingua ellenica. Di cacofonia parla anche un anziano giornalista di Avghi, il giornale fiancheggiatore di Syriza. Scrive Thanasis Karteros: "Le piccole frustrazioni portano a una grande usura. I ritardi, le incomprensioni e la cacofonia di opinioni, la sensazione che il governo non appaia coordinato ed efficiente non offrono una immagine positiva. E la fiducia con cui la maggioranza delle persone sostengono il governo non è inesauribile".