BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IDEE/ La "spesa rosa" che aiuta l'economia

Pubblicazione:domenica 8 marzo 2015

Infophoto Infophoto

La ripresa dell'economia mondiale è nella migliore situazione anemica, ma aumentare la partecipazione delle donne nel processo produttivo potrebbe cambiare in meglio la situazione. La pensa così Christine Lagarde. Lo dice pure il direttore generale del Fondo monetario internazionale che, in un post riportato dal sito della Cnbc, mostra come una reale parità nella forza lavoro tra uomini e donne aumenterebbe il Pil del 5% negli Stati Uniti, del 9% in Giappone, del 12% negli Emirati arabi uniti e del 34% in Egitto.

Cacchio, se lavorano tante donne quanti uomini, siamo fuori dalla crisi? Macché. Facciamo quattro conti. Nel 2014, in Italia, le persone occupate erano meno del 56% della popolazione tra i 15 e i 64 anni con una distanza marcatissima dall'Unione europea (il 65,5%). Ancora più marcata è la differenza nel tasso di occupazione femminile (il 46%). 

Già, c'è un problema al femminile, non il solo però: a conti fatti da noi ci sta un 10% di occupazione femminile in meno tra le persone occupate, che sono comunque il 9,5% in meno che nel resto dell'Ue. Lì, però, il 34,5% di gente in età da lavoro non lavora.

Giust'appunto non sembra esserci solo il problema dell'occupazione di genere; c'è pure quello degenerato della riduzione dei posti di lavoro tout court. Allora hai voglia a trovare un equilibrio di genere. Equilibrio poi che in economia serve a poco; dentro il ciclo produttivo ancora meno.

Sì, perché, giova rammentarlo, la crescita si fa con la spesa, che siano i maschietti o le femminucce a farla cambia poco. Il problema non sta in chi lavora, ma quanti debbano lavorare perché si abbiano complessivamente a disposizione redditi idonei ad acquistare quanto prodotto per far funzionare il ciclo e generare crescita quindi occupazione.

Maschile e femminile per me pari son! Anzi, faccio l'avvocato del diavolo e da buon maschilista mi tolgo un sassolino dalla scarpa: proprio pari non son. Hanno figli che le distraggono, quando non restano ancora incinte hanno quel fastidioso ciclo; fanno pure le massaie e altro ancora; quando poi possono spendono, oh oh se spendono. Sembra, insomma, non esserci in giro trippa per gatti e non bastano gli auspici del Fmi, così come tentare di fare il lavoro per legge; manco l'Onu può fare granché.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
08/03/2015 - Si cresce vendendo (Moeller Martin)

Non si cresce consumando ma vendendo! Se vendono di più le nostre aziende crescono, se non vendono di più possono al massimo tirare a campare ancora per qualche tempo prima di fallire. Se invece aumentiamo artificialmente i consumi aumentiamo in primo luogo le vendite delle ditte tedesche e cinesi, cioè quelle che dominano i mercati. Per non parlare dei costi che dovremmo sostenere per questa operazione, che graverebbero per intero sulle spalle della nostra ecconomia peggiorando ancora di più la nostra cronica incapacità di competere. Veramente una gran furbata!