BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

REVERSE CHARGE IVA/ Così lo Stato fa cassa "bastonando" le imprese

InfophotoInfophoto

Il tutto, così facendo, può rappresentare il definitivo colpo di grazia per i piccoli e medi imprenditori, che già, in questi ultimi anni, sono riusciti a malapena a sopravvivere alla contrazione dei consumi e ai scarsi margini di guadagno. Infatti, ora si trovano a dover anticipare l'Iva fornitori (mentre continueranno a versare l'Iva incassata dai propri clienti) con l'unica speranza di un futuro rimborso di un credito d'imposta accumulato: si parla di un anno e mezzo di attesa (ipotesi per adesso fantascientifica) rinunciando al risparmio dato dal conguaglio Iva, che gli permetteva di pagare i loro debiti o investire tale denaro nelle attività dell'impresa. 

È il solito discorso: lo Stato cronicamente non riesce a incassare i tributi dai contribuenti e invece di architettare nuovi metodi di lotta all'evasione fiscale seri e incisivi, si inventa dei "rattoppi" spesso a danno di imprese oneste che con un assurdo carico fiscale e con la crisi economica in atto rischiano di scomparire. Una soluzione può essere che l'Erario riduca i crediti erariali dei passato e tenti almeno, con strategie azzeccate, di incassare le tasse evase rinunciando a sanzioni e interessi addebitati che si sono accumulati nel tempo e cui nessuno dei debitori del Fisco è in grado di far fronte. Non è meglio incassare il 40% di una cartella esattoriale che zero?

© Riproduzione Riservata.