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FINANZA E POLITICA/ I 10 miliardi che ci possono far "respirare"

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Se si ritiene che la crescita economica che arriva sia il risultato di riforme strutturali in grado di produrre un maggior numero di occupati, allora a quel punto sarebbe opportuno utilizzare il “tesoretto” per ridurre le imposte. Ci vorrà però del tempo per capire se le riforme producono o meno degli effetti duraturi sulla crescita del Pil. In questo caso la situazione è piuttosto simile a quando arriva un’eredità: se uno ha dei debiti la cosa migliore è utilizzare quella somma per estinguerli. Allo stesso modo sarebbe meglio non utilizzare un tesoretto temporaneo per fare nuovi programmi di spesa, creando deficit anche in un futuro in cui il tesoretto non ci sarà più.

 

Il tesoretto potrebbe essere utilizzato anche per aumentare l’efficienza della Pa?

Anche questo potrebbe essere un buon impiego. Ma per migliorare l’efficienza della Pubblica amministrazione, e di conseguenza della spesa pubblica, è più importante attuare alcune delle misure che sono state già approvate nello scorso agosto. Mi riferisco alla possibilità di trasferire il dipendenti pubblici senza il consenso dell’amministrazione di provenienza, in un’amministrazione di destinazione che ne abbia bisogno.

 

Una riforma che non costa nulla?

Se norme come questa avessero effettivamente un seguito consistente, a quel punto avremmo probabilmente una spesa pubblica più efficiente senza doverci mettere delle risorse aggiuntive. Se poi ci dovessero essere delle risorse in più, potrebbero essere destinate alla modernizzazione degli impianti, all’informatizzazione o all’accelerazione dell’agenda digitale. Questo potrebbe essere sicuramente un fatto utile, anche se non credo che siano i soldi a essere cruciali per una riforma della Pa.

 

(Pietro Vernizzi)

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