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DALLA GRECIA/ 24 aprile, la nuova "data di scadenza" per Atene

Tsipras è stato in visita a Mosca. Nel frattempo la Grecia ha versato quanto previsto al Fmi. Ora si attende la fatidica data del 24 aprile. Il punto da Atene di SERGIO COGGIOLA

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Un vento gelido soffia dalle steppe russe. Ieri Atene si è risvegliata in un clima invernale. Sulle montagne di Creta ha nevicato. Da Mosca, dove si sono incontrati Tsipras e Putin, soffia invece un venticello tiepido. Chi si aspettava aria calda e vaporosa è rimasto deluso, soprattutto i quotidiani stranieri che su questa visita del primo ministro ellenico in Russia hanno imbastito teorie e scenari quasi apocalittici. Il viaggio comunque è servito a Tsipras per uso domestico, per alimentare l'orgoglio nazionale - "non siamo dei mendicanti" -, per stabilire l'importanza geo-politica del Paese e per distrarre l'attenzione su problemi di politica interna (immigrazione, ordine pubblico e ovviamente le trattative, sempre in stallo, con la Comunità europea).

Fa specie, nel contesto, che i notiziari televisivi abbiano riservato a questo incontro soltanto, in media, 20 minuti, rispetto allo spazio dedicato al disastro della Germanwings (30-35 minuti per circa una settimana). Tiepidi anche i commenti dei quotidiani d'opinione. Tsipras ha portato a casa, oltre a due preziose icone regalatele da Putin, ben pochi risultati. L'embargo per i prodotti alimentari ellenici rimane, l'interesse per il porto di Salonicco e la società ferroviaria (Ose) è stato rinnovato (ma sono parecchi anni che Atene e Mosca discutono su queste due privatizzazioni, o forse joint-venture). Una sola promessa, stando a dichiarazioni da parte ellenica: un acconto sui futuri guadagni (una forma intelligente di finanziamenti indiretti)  del gasdotto che partendo dall'est dell'Ucraina arriverebbe (per via sottomarina) a nord di Istanbul per poi attraversare tutto il territorio della Grecia del Nord per arrivare, tramite Belgrado, a Vienna. È stato battezzato "Turkish Stream", ma Tsipras, correggendo Putin, lo ha ribattezzato "Greek Stream", e dovrebbe entrare in funzione all'inizio del 2019, data in cui la Russia ha deciso che il suo gas non attraverserà più l'Ucraina. 

Quanto sia realizzabile questo progetto che sta molto a cuore a Mosca non è dato sapere. Ankara infatti non pare poi così convinta. Se in un primo momento si pensava che il "Turkish Stream" potesse essere un'alternativa al Trans-Anatolian Gas Pipeline (Tanap, che in territorio ellenico diventa Tap), ora si crede che questo nuovo gasdotto non sia competitivo. Va aggiunto che la Botas (la compagnia petrolifera turca) già compartecipe alla costruzione del Tanap, sta puntando i piedi in quanto non coinvolta direttamente nel progetto russo.  

Questo è stato il nocciolo dell'incontro tra Tsipras e Putin, il quale con la promessa di una "caparra", ha "by-passato" la legislazione europea che vieta a terzi di investire sul suolo europeo su progetti di carattere energetico. "Siamo pronti non solo a finanziare i progetti che abbiamo discusso, ma anche a risolvere i nostri rapporti finanziari", ha affermato Putin nel corso della conferenza stampa. In altre parole, il costo di questo gasdotto verrebbe sostenuto in toto da capitali russi (dai 2 ai 4 miliardi di euro) e la Grecia diventerebbe un "hub" energetico del Sud Europa.