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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ La "bomba umana" pronta a scoppiare ad Atene

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Il rapporto tra Stato e Chiesa dovrebbe essere per il laico Syriza uno dei pilastri della sua politica di riforma dell'assetto statale, anche per dare un senso politico allo slogan "Prima volta la sinistra". Prima delle elezioni, Tsipras e il suo partito erano dei ferventi sostenitori della separazione tra Stato e Chiesa. Ancora nel 2012, Tsipras dal Parlamento tuonò contro gli sgravi fiscali per le proprietà ecclesiastiche e contro il regime agevolato di tassazione del personale religioso.  Sembra tuttavia che il costo politico di uno scontro con la Chiesa (economicamente potente e presente anche nel consiglio di amministrazione della più grande banca ellenica) sia troppo alto e metterebbe in serio pericolo l'alleanza della sinistra con la destra nazionalista e sostenitrice dell'ortodossia. 

D'altra parte, la Chiesa, in questo periodo di crisi, è una delle istituzioni (in compagnia di polizia ed esercito) in cui la società nutre più fiducia. Istituzioni, queste, che nei decenni passati hanno isolato il Paese dalle correnti di rinnovamento delle società occidentali. E questa non è una "sorpresa" pasquale, ma un segmento di storia ellenica.

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