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Economia e Finanza

DEF 2015/ I tagli e le tasse che impoveriscono l’Italia

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Purtroppo la mancanza di investimenti nel settore scolastico diventa una prova di ciò che sta producendo la riduzione della spesa. Anziché razionalizzarla, la spending review sta spostando la spesa dal pubblico al privato. Quando le scuole funzionano, ciò avviene solo grazie al contributo dei genitori.

 

Vanno scongiurati i tagli ai servizi?

Personalmente sono contrario anche a una riduzione dei servizi. Si parla addirittura di una riduzione ulteriore alle fasce di disabilità, e in questo modo si rischia di avere delle ulteriori conseguenze negative sul tenore di vita di soggetti di per sé molto deboli.

 

Renzi ha detto che le tasse non aumenteranno, ma tra le ipotesi c’è un’imposta sul biglietto aereo. Non è una contraddizione?

È nella logica dello stillicidio in atto. Quella sul biglietto aereo sarebbe un’imposta accettabile se si stabilisse che dopo un certo periodo di tempo decadrà automaticamente. Il problema è che invece questi aumenti poi diventeranno permanenti e finiranno per accrescere la pressione fiscale complessiva. Nell’ultimo trimestre del 2014 la pressione fiscale sul Pil è stata del 50%. Due terzi delle tredicesime se ne vanno in tasse, e l’intera economia che ruota intorno a spese che una volta erano legate alla tredicesima non c’è più.

 

Tra le tasse temporanee diventate permanenti c’è anche l’accisa sui carburanti per la guerra di Libia che si è conclusa nel 1932…

Sarebbe interessante sapere se i francesi pagano ancora imposte coloniali o se si tratta di una prerogativa italiana. Ciò dà comunque l’idea di come una volta introdotta una tassa nel nostro Paese sia impossibile abolirla. La stessa imposta sulla casa potrebbe funzionare se la pressione fiscale complessiva non fosse così alta, ma di fatto finisce per essere una patrimoniale.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
11/04/2015 - politica economica ragioneristica (antonio petrina)

La politica economica, dettata dalla nuova contabilità europea (SEC2010) precisa e identifica bene quali sono gli investimenti rilevanti ai fini del Pil,che non sono quelli degli aiuti alle famiglie (cd bonus € 80) : si veda pag.34 della circolare Istat,I nuovi conti nazionali in Sec 2010,6 ottobre 2014 ,per cui i suggerimenti esistono per aumentare il PIL e le spese in conto capitale della p.a. che creano sviluppo e ricerca.