BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA & MERCATI/ Risparmio gestito: il faro del Fmi e i rischi della prossima crisi

Pubblicazione:

Christine Lagarde (Infophoto)  Christine Lagarde (Infophoto)

Una parte del rischio sistemico associabile alle Società di gestione del risparmio (Sgr) deriva dalla loro dimensione, dal loro livello di integrazione verticale (normalmente al crescere dell'integrazione verticale, cresce anche il livello di leva operativa dell'attore), dal disegno nell'insieme di incentivi utilizzati per la valutazione del servizio fornito (possono spingere i comportamenti imitativi “herd effect”), omogeneità di sistemi informatici usati in un modo dove l'indicizzazione dei portafogli appare crescente.

Altra parte rilevante di origine del rischio sistemico é direttamente riconducibile alle scelte fatte dal regolatore. A livello accademico si riconoscono diversi operatori di mercato, tra loro complementari quando osservati negli obiettivi che perseguono (basti pensare alla diversità di obiettivo sottostante a una gestione assicurativa vita con durata ultradecennale rispetto all'obiettivo reddituale di un desk proprietario di una banca). Nell'economia reale la distinzione tra operatori esemplificata qui sopra è veramente così forte? La forte spinta alla valutazione mark to market delle posizioni dell' attivo di una compagnia di assicurazioni realizzata senza una coerente valutazione del lato passivo deforma il comportamento imposto all'operatore regolato, spingendolo a minimizzare l'assorbimento e quindi il costo del capitale di rischio utilizzato, il comportamento indotto rimane complementare agli altri tipi di operatori presenti sul mercato o si rende più simile? Nella trasformazione del comportamento il livello di incertezza e rischio nel sistema è aumentato o calato?

Lo studio del Fmi lascia ancora in zona grigia anche il peso - a volte negativo - del regolatore nella gestione di rischi potenzialmente riducibili. Ma ha il merito di indicare con eleganza un'altra fonte di rischi troppo spesso sottovalutata affrontata dalle normative nella regolazione dell'operatività con parti correlate. È vero che banche e compagnie di assicurazione si trovano spesso al centro di snodi di cui fanno parte anche Sgr (nella definizione italiana, ma non intendo affermare che il fenomeno ha manifestazione solo in Italia, anzi), con il risultato di potersi trovare facilmente in situazioni di potenziale conflitto di interesse (la capacità del gestore di risparmio di essere canale di finanziamento diretto o indiretto del suo azionista principale usando risorse affidategli da terzi é evidente a chiunque). Più nascosta, ma altrettanto delicata è la situazione di quegli operatori, tendenzialmente di maggiore dimensione che affidano la gestione di parte dei propri attivi a fornitori di servizio non definite parti correlate, ma comunque “avvicinate” all' interesse del cliente dal volume di commissoni annuali da questo percepite.

Al di là delle numerose questioni tecniche di merito, la speranza è che lo studio del Fmi non sia il primo faro acceso sulla prossima crisi. L'ultima è deflagrata ancora su un terreno prettamente bancario. La gravità degli effetti, auspicabilmente, dovrebbe funzionare da deterrente per future scelte sbagliate: sia da parte del mercato che dei regolatori.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.