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Economia e Finanza

SCENARIO/ Sapelli: Italia in pericolo per colpa dell'Europa

Alexis Tsipras con Jean-claude Juncker (Infophoto)Alexis Tsipras con Jean-claude Juncker (Infophoto)

Fonti certe ci dicono che se dovesse iniziare la necessità di una mobilitazione difensiva e offensiva mirata per difendere i nostri confini solo un terzo dei nostri carri armati potrebbero mettersi in moto. Se siamo in questa situazione quando si parla del tema più spiacevole della vita, ossia della possibile morte in guerra che diventa inevitabile per salvare coloro che altrimenti sarebbero destinati al martirio, immaginatevi cosa potrebbe succedere se la Grecia dichiarasse la sua volontà di lasciare la zona dell'euro! Decisione a cui ineluttabilmente la sta spingendo l'ostracismo tedesco.

Sono rimasto scioccato dalla violenza delle dichiarazioni del socialdemocratico Schulz nei confronti dei greci. Le massaie sono ormai anche alla testa dell'Internazionale socialista che una volta ancora tradisce gli ideali nobilissimi dell'utopia più pura che esista al modo, quella del socialismo comunitario e solidaristico.

In una ripresa europea che non giunge e che spinge - anche per l'alto valore del dollaro - i fiumi d'investimenti finanziari a ritornare nella culla dorata degli Usa, in una ripresa che non arriva, i bagliori di un fuoco che può trasformarsi in falò, mi pare si stiano ampliando sul fianco Sud dell'Europa e quindi della Nato. La questione russa non si è risolta a suo tempo con una nuova Yalta dopo il crollo dell'Urss e ora sta di fatto risolvendosi da sé nel contesto del declino economico e nel disfacimento diplomatico europeo.

La storia non si può eliminare. Ci si può scordare che esista, ma non per lungo tempo. È l'unica realtà che non si può sopprimere con le stock option, i derivati, le regole di bilancio egemonizzate dai più forti e dai più spregevoli: quelli che sempre vincono le battaglie, ma mai le guerre.

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