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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Sapelli: così il Def svela chi comanda (davvero) in Italia

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In questa luce anche la coppia Alesina-Giavazzi riesce quasi inspiegabilmente a dire cose sensate sottolineando il fatto che, visti i vincoli eurocratici che non si vogliono superare, risulta difficile mettere insieme l'abbassamento del carico fiscale, sbandierato dal governo, con una così scarsa riduzione della spesa pubblica corrente, anch'essa sbandierata dal governo medesimo. Cosicché diventa difficile capire da dove si possa trarre, se non dalle viscere del pozzo della demagogia, il cosiddetto tesoretto da un miliardo e mezzo di euro che ci è consentito utilizzare dalle forche caudine europee, non sforando i noti limiti, per interventi di sollievo del disagio sociale, dai pensionati, agli incapienti, a tutti coloro che giustamente si sentirono offesi per essere stati esclusi dai famosi 80 euro. Su di essi, poi, si dovrebbe finire il balletto tra governo e Istat con la polemica in corso se gli 80 euro vadano considerati come detrazioni fiscali oppure come spese per il welfare, con le conseguenze diverse che ciò ha sulla contabilità generale dello Stato. 

Ma che dire poi dei cosiddetti investimenti anticiclici? Del segmento italiano del piano Juncker non c'è ancora traccia e, soprattutto, quando le tracce si fanno sul terreno esse sono confuse e indistinguibili. Mi riferisco, per esempio, al problema della banda larga, con la polemica per esempio tra Telecom e la Cassa depositi e prestiti che è scaturita in occasione del problema MetroWeb, con una confusione programmatica e un attacco proditorio alla stessa proprietà privata, condotta in forme oscure e inestricabili da un organismo istituzionale delicatissimo com'è appunto la Cassa depositi e prestiti, sulla cui governance ancora non si fa chiarezza, con conseguenze che appaiono gravissime in merito alla difesa di asset strategici per la stessa tenuta istituzionale della nazione. 

Sempre per continuare in questa analisi di contesto, è in questa luce che io vedo l'accendersi delle polemiche sul Presidente di Finmeccanica De Gennaro. È vero che gli apoti sono pochi, ossia è vero che quelli che Prezzolini chiamava "coloro che non la bevono" sono pochi, che su una questione così delicata quale è quella dell'onorabilità di un servitore dello Stato come De Gennaro è impossibile che il Presidente di un partito esprima un'opinione senza averla concordata prima con il Segretario di quel partito. Una cosa simile non succede neanche nel Pd e quindi quella vicenda, più che sotto l'ombra cinese della tortura e di una sentenza della Corte europea quattordici anni dopo, dopo tutta una serie di sentenze che hanno assolto De Gennaro medesimo, quell'intemerato attacco altro non è stato che un esercizio diretto a sondare il sistema di resistenze interne, e soprattutto internazionali, in merito a un eventuale spossessamento della nostra più importante industria militare per consegnarla, sulla scorta di quanto è già accaduto con le reti, ad altre potenze straniere. 

Non escludo che anche una simile interpretazione si possa dare in merito al proditorio attacco del governo contro la natura cooperativa delle Banche popolari, esponendole in tal modo al pericolo di ogni forma di saccheggio internazionale. 


COMMENTI
14/04/2015 - IL TESORETTO c'è ! (antonio petrina)

Il prof sapelli giustamente si chiede dove sia veramente questo tesoretto : ebbene stamattina del 13 aprile radiouno intervista colei che dalla stanza dei bottoni conferma che il tesoretto c'è, della sua provenienza ed inoltre che lo stesso è forse superiore a quell'importo comunicato dai giornali ( parola del dirigente addetto alla vendita dei titoli italiani : dott ssa Cannata).

 
14/04/2015 - L'Europa cresce e bene (Moeller Martin)

L'Europa vera, quella con i conti a posto, cresce regolarmente e non ha particolari problemi di disoccupazione. Questi problemi affliggono solo alcuni paesi, Italia purtroppo in testa. Fare una media europea è un esercizio inutile in quanto somma pere e mele. P.S. Ricordate quanto Sapelli lodava l'Inghilterra per la sua saggia politica di spesa nonostante l'indebitamento fosse alle stelle? Ebbene, il programma elettorale sia dei conservatori che dei laburisti ne prevede l'azzeramento entro 3 anni! E parliamo di azzeramento dell'indebitamento alla tedesca, non del bilancio strutturale al quale vanno aggiunte spese per interessi ed altre voci escluse. Al confronto l'Italia dei 'conti in regola' contrae ogni anno 100 milliardi di nuovi debiti.