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FINANZA/ Forte: Renzi mette a rischio l'Italia per "comprarsi" un anno di Governo

Pubblicazione:mercoledì 15 aprile 2015

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Nel 2011 l’Italia subì un attacco speculativo partito da Londra, dove Barclays Bank e altri avevano stabilito che entro un anno l’euro sarebbe crollato. L’operazione contro il debito pubblico italiano serviva per raggiungere questo obiettivo. Sennonché Draghi è intervenuto in modo deciso impedendo che l’euro crollasse. Nel frattempo c’era stato questo attacco selvaggio contro i nostri titoli di Stato, con operazioni colossali sui derivati che avevano il compito di fare crollare l’euro. Codogno all’epoca sostenne che esisteva un grosso problema legato al debito pubblico dell’Italia. Questo problema riguarda soprattutto i nostri contribuenti, ma non certo il fatto che la Bce non avrebbe gli strumenti per difendere la moneta unica.

 

Secondo il Def, il rapporto debito/Pil scenderà dal 132,5% del 2015 al 123,4% del 2018. Come è possibile visto che la cifra per le privatizzazioni è molto più bassa?

Il governo prevede il pareggio del bilancio e delle operazioni di conversione del debito pubblico e di utilizzazione del Quantitative easing. Grazie all’aumento dei prezzi, il governo ha messo in contro un aumento del Pil monetario del 2,5% l’anno per tre anni. In questo modo si riduce automaticamente il rapporto debito Pil, se il nuovo debito è inferiore al debito di nuova emissione.

 

In che senso?

Se invece che al 2,6%, quest’anno il nostro rapporto deficit/Pil fosse stato al 2,4% la nostra situazione sarebbe stata di gran lunga migliore. Renzi però vuole restare un anno di più al potere, e quindi pensa sempre di prorogare il rientro dal deficit. Prima o poi però non gli sarà più concesso, e comunque quando siamo scesi sotto al rapporto deficit/Pil al 2%, con un tasso d’inflazione all’1,5% e una crescita dello 0,5%, il rapporto debito/Pil è destinato a ridursi matematicamente.

 

(Pietro Vernizzi)



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