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SPY FINANZA/ La recessione che gli Usa vogliono nascondere

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Insomma, se non lo avete capito, il mercato obbligazionario più grande e fino a poco tempo fa più liquido del mondo - quello Usa - ora è completamente in ostaggio degli algoritmi! Sembra "War games" ma è la realtà, purtroppo, una "Guerra dei mondi" finanziaria che potrebbe finire con i robot vincitori e il mercato di nuovo con le chiappe a terra come nel 2008, ma in condizioni macro e di credito ben peggiori. Per Steven Meier, responsabile valutario e del reddito fisso alla State Street di Boston, «c'è il potenziale per condizioni di mercato molto estreme se la volatilità salirà davvero. Ci sono ancora molte domande senza risposta rispetto a quanto accaduto e non ci sono spiegazioni chiare rispetto a chi fosse "alla guida" di quanto successo». 

E attenzione, perché da un lato il rischio di grossi swing sul mercato, determinato magari proprio da flash-rally o flash-crash dovuti ad algoritmi impazziti, sta allontanando molti grandi investitori dal mercato del debito speculativo o high-yield perché non remunera abbastanza il rischio e dall'altro vede sempre più operatori gettarsi sul mercato dei futures, poiché offrono trading più veloci e anonimi durante i grandi scostamenti dei corsi. Per Erik Schiller, manager di Prudential con un portafoglio di reddito fisso da 533 miliardi di dollari, «c'è il potenziale affinché questi grossi movimenti di mercato avvengano, visto che i fornitori di liquidità oggi sono scarsi a livelli che non si erano mai visti prima». 

Per capirci, una misurazione dell'attività di trading dei dealers di Treasuries è crollata a un livello molto vicino a quello registrato durante la crisi finanziaria. L'indice Deutsche Bank AG, che traccia la liquidità comparando il volume di trading dei dealers sulla media a tre mesi con i movimenti del rendimento del decennale Usa, già in febbraio era sceso a 25. Per fare un paragone, nel 2005 era sopra 500, mentre raggiunse 19 nel 2009, ovvero nel piano del tonfo post-Lehman. Insomma, se già oggi che gli indici sono in rally e gli spread a zero la liquidità è ridotta questi livelli, cosa succederà se i corsi cominceranno davvero a correggere in negativo, di fatto non facendo altro che tracciare e allinearsi alla realtà macro? 

Ma se pensate che siamo massi male, aspettate la parte veramente preoccupante dell'articolo di oggi. C'è infatti di peggio rispetto a quanto vi ho detto o anche all'indicatore GDPNow della Fed di Atlanta che viaggia a 0,0% per il primo trimestre di quest'anno, molto peggio: l'ultimo Credit Managers Index, relativo al mese di marzo, «è deteriorato significativamente negli ultimi due mesi e l'attuale lettura è a livelli recessionistici che non si vedevano dal 2008», stando all'analisi di Alexander Giryavets di Dynamika Capital. 

Ora, per capire bene certe dinamiche, facciamo un passo indietro e cominciamo dal grafico a fondo pagina, il quale ci mostra il crollo del debito al consumo (ad esempio, le famose famigerate carte revolving con i loro tassi di interesse che in alcuni casi flirtano con l'usura) tracciato dalla Fed, il peggior risultato dal dicembre del 2010: «Il fatto che i consumatori siano finiti in ibernazione non ha nulla a che fare con le condizioni meteorologiche ma soltanto con la mancanza di volontà rispetto al caricarsi di nuove spese, di fatto un barometro di come i consumatori Usa vedono il futuro economico e finanziario». 

Insomma, cosa sta succedendo nel mercato del credito più grande del mondo? Nulla di preoccupante, come vi dico da mesi e mesi, gli Usa sono semplicemente in recessione un'altra volta. Il dato attuale, infatti è il peggiore da cinque anni, a 51.2, giù dal 53.2 del mese precedente, mentre negli ultimi due anni, le letture erano tutte abbondantemente sopra quota 55, quindi un livello che solitamente garantisce trend in salita per il mese successivo e che, invece, se dovesse far registrare un calo, farebbe immediatamente drizzare le orecchie ad un analista con un minimo di senso della misura e della responsabilità. E anche il dato dei "fattori favorevoli" ancora in area 55 (per la precisione 55.4) non deve far ben sperare, visto che negli ultimi due anni è sempre stato sopra quota 60. 

 


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COMMENTI
15/04/2015 - Che tristezza (marco pezzi)

Pavoneggiarsi, dopo la stesura di un articolo interessante, mi sembra veramente di poco gusto. Della serie vedremo chi riderà per primo o per último, ma io vorrei ricordarLe che questo è il mondo nel quale vivíamo e questo è il futuro dei nostri figli, a meno che Lei non abbia anche la capacità di cambiare le cose, e a giudicare dai Suoi articoli sempre fermi solo ad una mera analisi di alcuni aspetti del quotidiano direi Lei non ha... Lo scritto piú volte: mai ho visto da parte Sua una soluzione, una proposta. Solo critiche ed ora anche queste tristi e fuori luogo prese di posizione. Troppo comode, troppo passive. Complimenti.