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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ La "linea rossa" che detta le mosse di Tsipras

La Grecia attende l'Eurogruppo del 24 aprile, dove non è detto che si arrivi a un accordo definitivo. E Tsipras potrebbe anche pensare alle elezioni, spiega SERGIO COGGIOLA

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

Un altro piccolo passo verso il baratro. L'ultimo potrebbe essere o il referendum o le elezioni -ipotesi che il governo Tsipras non esclude. Una sua "giravolta" è poco probabile perché gli verrebbero a mancare almeno 25-29 suoi deputati. Valdis Dombrovskis, vice presidente della Commissione europea, ha chiarito che per il 24 aprile, data in cui riunisce l'Eurogruppo, non è prevista alcuna decisione sulle trattative con la Grecia. Tutto è rimandato all'11 maggio. Da Atene invece fanno sapere, anzi sono quasi tutti ottimisti al riguardo che il 24 aprile si arriverà a una conclusione della maratona ellenica. Ma sia gli europei che gli ateniesi ci hanno abituato a emettere comunicati "a scadenza": ipotesi e commenti hanno la durata di 24 ore, 36 al massimo. 

Kostas Botopoulos, Presidente  della Commissione della Borsa di Atene, da Parigi fa sapere che a fine mese le casse saranno vuote.  Da New York, Olivier Blanchard, capo del dipartimento della ricerca del Fmi, non ha escluso un'uscita della Grecia dall'euro nel caso in cui non ci sia un'intesa: "Il quadro è abbastanza chiaro. Prima di tutto, l'uscita dall'Eurozona sarebbe estremamente costosa e dolorosa per la Grecia". Ma, ha aggiunto Blanchard, "il resto dell'Eurozona si trova in una posizione migliore per gestire" una Grexit. Concetto quest'ultimo già ribadito la settimana scorsa dal numero uno del Fondo Christine Lagarde, secondo cui "l'Eurozona si trova in una situazione più forte rispetto a quattro anni fa". 

Oggi mercoledì - come nei giorni e settimane scorsi - nessuno, ma proprio nessuno non si raccapezza sull'andamento delle "trattative" con i creditori. Il governo sostiene che il 24 aprile ci sarà l'accordo. Quei 7,2 miliardi che dovrebbero riempire le casse pubbliche elleniche sono l'ultima occasione. Riforme. Quali? Misure. Quali? Circolano soltanto ipotesi. Di fisso resta la "linea rossa" che il governo non vuole sorpassare: nessuno si azzardi a chiedere riforme delle pensioni, del lavoro o insistere sulle privatizzazioni. Ma osservando la confusione del governo e leggendo le dichiarazioni di alcuni ministri (spesso oggetto di smentite, quali la notizia dell'incontro tra Obama e Varoufakis) risulta chiaro che la prossima settimana si parlerà, nell'Eurogruppo, dei "progressi" delle trattative e nulla più. 

Una conclusione porta all'ipotesi che sia lo stesso governo a preparare il terreno per una Grexit da imputare agli "strozzini" europei. Tuttavia se anche si arrivasse a un accordo entro l'11 maggio è chiaro che avrebbe un carattere provvisorio in attesa del grande accordo che dovrà per forza essere discusso, quando scadrà il quadrimestre del prolungamento del Contratto di prestito. Allora conosceremo la nuova strategia del governo. Si presume che per quella data avrà fatto alcuni conti anche in prospettiva futura. Magari prima chiederà un altro mandato parlamentare e quindi nuove elezioni, con la prospettiva di arrivare alla maggioranza assoluta dei seggi per Syriza.