BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

RENZI vs FMI/ Iva e Jobs Act, il "fianco scoperto" dell'economia secondo Matteo

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Questo fatto di cronaca apparentemente insignificante ci racconta che lo sbocco di questo progetto di integrazione fallimentare è il nazionalismo. È cioè il fatto di esaltare le virtù nazionali contro ogni logica e contro ogni ragionevole prospettiva politica. E questo dal mio punto di vista è molto pericoloso.

 

Ma in fondo uno 0,2% in più o in meno è così determinante?

Il problema non è tanto lo 0,2% in più o in meno sul Pil. Il vero punto per il quale Renzi è irritato è un altro, e cioè che il Fondo monetario ha detto che le politiche di flessibilità del mercato del lavoro non aumentano la crescita. Nel rapporto sull’economia mondiale del Fmi c’è scritto che il Jobs Act è inutile. Il premier ha replicato così perché la misura simbolo del suo governo è stata sconfessata dallo stesso Fmi.

 

Più che sull’economia però il nostro governo sembra essere concentrato sull’Italicum...

Un sistema economico che sta scontentando la maggioranza delle persone può sopravvivere politicamente solo se comprime la democrazia. In democrazia comanda la maggioranza, e in questo momento la maggioranza degli italiani non è contenta, bensì oppressa economicamente e dal punto di vista dei diritti politici fondamentali. L’idea di avere una “legge Acerbo” come quella di cui si servì Mussolini nel 1923 è assolutamente coerente con il fatto che siamo da anni in una situazione di crisi nella quale la maggioranza è scontenta e vuole un cambiamento. La legge elettorale serve proprio a impedire questo cambiamento.

 

Durante l’aggressione contro Draghi ieri una manifestante gli ha gridato: “Fermiamo la dittatura della Bce”. Come commenta questo episodio?

Già sette anni fa l’economista Axel Leijonhufvud disse chiaramente che l’indipendenza della Bce è una minaccia per la democrazia. Lo stesso concetto è stato espresso da altri economisti, ed effettivamente esiste un problema di compressione dei diritti politici legato a questo assetto istituzionale. Il modo migliore per affrontarlo ovviamente non è certo tirare i coriandoli a Draghi. Sta di fatto però che ormai si comincia a diffondere la percezione che noi dalla crisi non usciremo se non finanzieremo con moneta la spesa pubblica. È proprio ciò che la Bce è preposta a non fare. Come ogni forma di governo, anche questo tipo di dittatura può andare bene in certi tempi, ma in altri, come in quello attuale, va particolarmente male.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.