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Economia e Finanza

RENZI vs FMI/ Iva e Jobs Act, il "fianco scoperto" dell'economia secondo Matteo

Per ALBERTO BAGNAI, la reazione piccata di Renzi alle stime dell’Fmi sul Pil italiano nasce dalle critiche dello stesso Fmi al Jobs Act, definito un provvedimento inutile per la crescita

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

«La reazione piccata di Renzi alle stime dell’Fmi sul Pil italiano non si spiega certo con la differenza dello 0,2% rispetto alle previsioni del governo. Nasce piuttosto dalle critiche del Fondo monetario internazionale al Jobs Act, definito un provvedimento inutile per la crescita con una bocciatura solenne del provvedimento simbolo del premier”. Sono le parole di Alberto Bagnai, professore di Politica economica all'Università G. D’Annunzio di Pescara. Il Fmi ha stimato che il Pil italiano nel 2015 crescerà dello 0,5%, meno dello 0,7% stimato dal governo. Parlando al Salone del Mobile di Milano, Renzi ha commentato: “L'Italia ha tutto ciò che serve per essere uno dei Paesi che nei prossimi anni cresca più di tutti gli altri”. Ma ha poi aggiunto: “In tre anni gli italiani hanno messo da parte, preoccupati, anzi terrorizzati dalla crisi, 350 miliardi di euro in più”.

Renzi dice che il nostro Paese ha tutte le potenzialità per crescere. Ma il suo governo sta facendo il possibile perché ciò avvenga?

Noi siamo appesi al successo del piano di Gutgeld e Perotti per realizzare tagli da 10 miliardi di euro da qui all’autunno, perché altrimenti scatterà un aumento dell’Iva. Trovo contraddittorio che si parli di rilanciare i consumi e di famiglie terrorizzate, e poi ci sia incertezza perfino sull’aliquota dell’Iva. L’ultima volta che l’Iva è aumentata il gettito si è infatti ridotto. È chiaro quindi che il governo predica bene ma razzola male.

Perché Renzi ha sentito la necessità di ribattere alle cifre del Fmi?

Renzi ha risposto in modo piccato in quanto il Fmi ha messo in dubbio le stime di crescita da parte dello stesso governo. Il premier ha fatto appello all’orgoglio nazionale. Anche se il modo corretto di appellarvisi sarebbe intraprendere dei passi che portino gli italiani a comandare a casa loro, mentre sappiamo che da questo orecchio Renzi non ci sente.

In che senso?

Il nostro governo si è fatto un punto d’onore di rispettare il parametro deficit/Pil del 3%, che in Europa non sta rispettando praticamente nessuno. Poi però il presidente del consiglio si risente se il Fondo moneario internazionale osserva che in questo modo cresce poco, e fa appello al sentimento di orgoglio nazionale degli italiani. Lo fa però in modo non molto sensato.

E quindi?