BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

WHIRLPOOL/ A rischio la Indesit di Caserta, annunciati 1350 esuberi. Guidi: esclusi licenziamenti fino al 2018

Sono 1340 i lavoratori della Whirpool che rischiano di perdere il posto. Il piano industriale del colosso Usa prevede la chiusura della Indesit di Caserta e del centro ricerca di None 

foto:Infophotofoto:Infophoto

Il Governo "ha subito chiesto e ottenuto l’impegno dell’azienda a rispettare quanto stabilito nell’accordo del 2013 sull’acquisizione della Indesit che escludeva qualsiasi licenziamento unilaterale fino al 2018". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi dopo la presentazione del piano industriale da parte dell’azienda, assicurando che l'esecutivo "farà di tutto per salvaguardare i posti di lavoro del gruppo Whirlpool in Italia". Il piano, secondo il Ministro Guidi, "presenta aspetti positivi come i nuovi investimenti per mezzo miliardo di euro e il rientro in Italia di alcune linee di produzione dall’estero; e aspetti fortemente negativi e inaccettabili come l’importante numero di esuberi, concentrati soprattutto sullo stabilimento di Caserta sul quale pesa la pesante crisi produttiva ereditata dalla Indesit". Il Governo si è quindi impegnato "ad attivare fin da subito un confronto che porti a tutelare al massimo la salvaguardia dell’occupazione e dei siti produttivi del gruppo Whirlpool-Indesit in Italia".

Sono 1350 i lavoratori della Whirpool che rischiano di perdere il posto. Il piano industriale del colosso Usa prevede la chiusura della Indesit di Caserta, dove sono circa 800 i lavoratori, e del centro ricerca e sviluppo di None (Torino). L’ex società della famiglia Merloni era stata acquisita dalla Whirpool lo scorso anno. Intanto per il prossimo 20 aprile l’azienda ha invitato i rappresentanti dei lavoratori e le associazioni sindacali per un incontro di approfondimento. “Stiamo considerando la razionalizzazione delle funzioni amministrative e produttive tra Whirlpool e Indesit. Il gruppo integrato potrà unire le rispettive migliori esperienze e incrementare la capacità di utilizzazione degli impianti produttivi, generando significative efficienze da cui trarranno beneficio i clienti e i consumatori di tutta Europa", aveva scritto l’azienda in una nota. Immediata è stata la risposta dei sindacati, che avevano chiesto l’intervento del governo. "La multinazionale americana, nonostante un piano di investimenti di cinquecento milioni in quattro anni e nonostante la prospettiva di un incremento dei volumi produttivi complessivi in Italia, ha dichiarato 1.350 esuberi, annunciato la chiusura dello stabilimento di Caserta, la cessazione di uno dei due stabilimenti di Fabriano (Ancona), quello di Albacina, i cui 600 lavoratori secondo il progetto aziendale dovrebbero essere trasferiti nella vicina fabbrica di Melano, e la dismissione del sito di None (Torino) dove attualmente ci sono 90 addetti fra il magazzino e il centro ricerche", chiarisce Gianluca Ficco della Uilm nazionale. Intanto per protestare gli operai di Albacina (Ancona) hanno bloccato la strada provinciale 256 Muccese per dirigersi verso la superstrada Ancona – Roma, insieme a loro c’è il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola del Pd. Nel frattempo a Caserta è scattato lo sciopero: gli 800 operai hanno bloccato la produzione. Protesta per la decisione anche il governatore delle Marche Gian Mario Spacca, che ha detto: “È singolare che su una vicenda di tale rilevanza il Governo nazionale abbia escluso la partecipazione delle Regioni". "La chiusura dello stabilimento di Albacina non è accettabile" ha dichiarato Spacca, secondo il quale "il piano Whirlpool va cambiato e debbono essere rispettati gli impegni dell'accordo del 2013". Indesit, prima dell’acquisizione, infatti, aveva preso l’impegno a non far ricorso a licenziamenti sino a tutto il 2018 e inoltre si era impegnata ad investire 83 milioni nelle fabbriche italiane. Intanto Whirpool al termine dell’incontro al Mise ha dichiarato in una nota: "l'Italia sarà al centro delle strategie di lungo periodo dell'azienda". I nuovi investimenti "eccedono largamente gli 83 milioni di euro messi a disposizione da Indesit nel 2013" e aggiunge: "Gli ulteriori esuberi rispetto a quelli esistenti al momento dell'acquisizione di Indesit sono 400 e sono stati tenuti al livello più basso possibile. Per minimizzare l'impatto sulle persone e sulle comunità coinvolte dai tagli, Whirlpool è disponibile a considerare soluzioni che evitino procedure di mobilità unilaterali fino alla fine del 2018 in linea con lo spirito del Piano Italia". Il governo ha chiesto all’azienda “di confermare l'impegno a non procedere a licenziamenti unilaterali". Davide Castiglione, amministratore delegato di Whirpool Italia ha dichiarato: "Il piano Whirlpool per l'integrazione delle attività acquisite da Indesit è il migliore che possiamo mettere in campo. Abbiamo guardato tutti i piani possibili, è il migliore per garantire continuità e sostenibilità a lungo termine". Quindi ha rassicurato i lavoratori di Albacina: "Occupazione e produzione verranno trasferiti di 8 chilometri a Melano: il polo di Fabriano diventerà il primo in Europa per i piani di cottura, un vero asset. La scelta più dolorosa del piano Whirlpool-Indesit è quella della chiusura a Carinaro". (Serena Marotta) 

© Riproduzione Riservata.