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730 PRECOMPILATO/ Gli "intoppi" della nuova dichiarazione dei redditi

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Ma la domanda che nasce spontanea è: tutto questo "ambaradan" sarà utile e contribuirà a combattere finalmente il problema cronico italiano dell'evasione fiscale? Secondo quello che si è letto in questi giorni, e ci riferiamo in particolare all'intervista a La Repubblica, concessa dalla Dottoressa Orlandi, direttore dell'Agenzie delle Entrate, che ha usato proclami trionfalistici sulla positività dell'esperimento del "nuovo 730", parrebbe di sì. A noi ci sembra però, che ci sia poco da esultare e il perché è presto detto:

1) I dipendenti e i pensionati fanno parte di quella fascia di contribuenti che le tasse le pagano e come, venendo trattenuto tutto dalla busta paga o dalla pensione e quindi il margine di evasione è per forza di cose, minimo. Quale maltolto può, ad esempio, risultare dalle detrazioni su spese mediche (il 19% sull'imponibile) o su spese di manutenzione straordinarie edilizie (circa il 50% diviso in 10 anni)?

2) Viene naturale spostare l'obbiettivo su coloro che autodenunciano i propri redditi (professionisti, imprenditori, società e i loro amministratori, ecc.) Lì la possibilità di evasione è super possibile, in quanto il sistema Fisco italiano non ha, o non vuole avere, gli strumenti adeguati e i modi di eludere i tributi dovuti sono immensi e persino a volte colpevolmente tollerati.

3) Malgrado ciò che viene detto, la maggior parte dei contribuenti si rivolgerà sempre più ai Caf, che per fortuna esistono, e tutto il discorso della semplificazione e della trasparenza personale nei rapporti va a farsi benedire (tra l'altro sono come minimo tre le volte che i cittadini dovranno recarsi nei centri fiscali preposti per completare la pratica). Vogliamo dire, che da casa con il proprio p.c. , mantenendo questi sistemi "infernali", nessuno è e sarà in grado di gestire e operare direttamente, se non dei professionisti, al fine di ottenere un rapporto costruttivo e funzionale con il Fisco. Questo vuol dire che fare il 730 avrà sempre un costo maggiore, perché certamente i Caf, complicando sempre più il loro lavoro, aumenteranno il loro compenso.

Come abbiamo già scritto su queste pagine e non ci stancheremo mai di ribadire, una sola verità: è d'obbligo parlare di complicazione e confusione, piuttosto che semplificazione e trasparenza, e questo il Fisco lo sa. Siamo sempre più convinti che lo Stato si trovi meglio al lavorare nel torbido anziché nel chiaro, essendo purtroppo sempre più impotente ad affrontare e risolvere i suoi problemi economici e di bilancio, il tutto a scapito dei cittadini onesti.



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