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730 PRECOMPILATO/ Gli "intoppi" della nuova dichiarazione dei redditi

Da mercoledì 15 aprile è finalmente disponibile il "famoso" modello 730 precompilato voluto fortemente dal Governo Renzi. Il commento di ANDREA LAGRAVINESE

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Da mercoledì 15 aprile è finalmente disponibile il "famoso" 730 precompilato voluto fortemente dal Governo Renzi, quale introduzione di un nuovo e "rivoluzionario" procedimento di autodenuncia dei redditi rivolta principalmente ai dipendenti e pensionati. Questo sistema, che dovrebbe coinvolgere circa 30 milioni di cittadini, si basa sul fatto che non è più il contribuente, che da solo o mediante un Caf, è chiamato a compilare il proprio modello e trasmetterlo all'Agenzia delle entrate, ma è l'Agenzia stesso che lo mette a disposizione on line. 

Già a partire da questo nasce un forte equivoco: la maggior parte delle persone, soprattutto le più anziane, sono convinte di ricevere il tutto via posta e nessuno ha chiarito che invece tutto avviene entrando nel sito dell'Agenzia mediante pin personale da richiedere via internet. Il modello scaricato contiene i dati personali di ognuno già in possesso dell'Anagrafe Tributaria, tipo i redditi di qualsiasi specie, parenti a carico, gli immobili e i terreni posseduti. Inoltre, si comprendono i dati trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio banche, assicurazioni ed enti previdenziali) riguardanti mutui, fondi pensione, assicurazioni sulla vita, ecc. Sarà cura dell'intestatario, scaricando l'elaborato via web o con l'aiuto dei Centri di assistenza fiscale, accettarlo così com'è oppure modificarlo, rettificando i dati discordanti contenuti e aggiungendone altri tipo spese mediche, scolastiche, ristrutturazioni edilizie, ecc. 

Ma già sono numerose le disfunzioni notate in questi primi giorni. I servizi telematici dell'Inps hanno scoperto di avere un Pin non adatto al precompilato e così il contribuente pensionato è già disabilitato al servizio. Altresì alcuni utenti che sono riusciti ad accedere all'elaborato via web si sono accorti che nella dichiarazione mancavano alcuni dati che l'Agenzia delle Entrate avrebbe invece dovuto inserire, come il reddito derivante da pensione. La stessa cosa è accaduta con i dati relativi agli interessi passivi del mutuo, che in alcuni casi non sono stati riportati nella dichiarazione e dovranno quindi essere inseriti a mano dal contribuente o dall'intermediario delegato. Sono sbagliati perfino i giorni spettati per la detrazione da lavoro dipendente o da pensione riportati dalla Certificazione Unica. 

Un altro intoppo, cosa che si presupponeva, conoscendo la scarsa attitudine dei vari enti pubblici al web, è la divergenza di linguaggio telematico coi sistemi in possesso della maggior parte degli "internauti": per fare un esempio, è come se l'informazione ti arrivasse in russo e tu capissi solo l'italiano. Ma la vera notizia è che a oggi non si sa quando si potrà inoltrare il modello corretto o così com'è (si pensa, ma non è ancora certo, agli inizi di maggio). 

Conoscendo, come si suol dire, "i propri polli", alcuni Caf hanno optato, almeno per quest'anno, per il sistema di raccolta degli scorsi anni, per maggior chiarezza e per accelerare le cose, procedendo poi al confronto tra i propri modelli e quelli ricevuti dal Fisco, così da ovviare i presunti errori previsti. Certamente con l'andare del tempo queste e altre problematiche saranno superate e, nel giro di pochi anni, si procederà correttamente regime.